di Lauradenu

Già in principio, durante l'opera di organizzazione, questo romapride non ha avuto vita facile. Dai rifiuti ripetuti sui percorsi, fino alla totale assenza mediatica che ho seguito con attenzione, sospettando una censura annunciata sull'evento. I miei sospetti hanno avuto conferma, visto che oggi, 13 giugno, i principali tg nazionali se lo hanno fatto, hanno riservato al pride 3 secondi a fine scaletta, trasmettendo le solite impressioni che raccontavano di un circo equestre. Nessuna associazione, nessun esponente politico malgrado la fitta presenza. Ma dell'inaccettabile clima di violenza e discriminazione, che negli ultimi anni è cresciuto spaventosamente, neanche l'ombra. Dell'atteggiamento di indifferenza riscontrato durante l'organizzazione da parte del Comune e dalla Questura di roma, tanto meno. Questo crea un precedente gravissimo, visto che il Pride quest'anno ha rischiato di sfilare a Centocelle e che l'attacco a un degno svolgimento di esso, sia stato oscurato in modo trasversale dalle istituzioni e dai media. Un Pride faticoso insomma, ma che ogni anno riapre problematiche significative sui diritti costituzionali, sulla democrazia, sulla diritto a manifestare le proprie realtà e le proprie rivendicazioni. Per la tutela dei diritti delle persone lgbt, e quelli di tutti. Ristabilire l'autodeterminazione, la laicità, la libertà e il rispetto dei diritti civili deve essere interesse di tutti. Contro una informazione che ha raggiunto tali livelli di manipolazione e contaminazione di regime senza precedenti. Mi auguro che la questione, finita la festa, non si fermi al Tar, ma che venga diffusa nella sua gravità al resto delle società civili, dove anche la Destra non è certo la destra italiana, che assume sempre più comportamenti che ci riportano indietro a modelli sociali che tutti conosciamo. Lo stato non è mai stato sereno interlocutore per le questioni che riguardano la sessualità e la libertà di sceglierla e viverla liberamente e dignitosamente. Neppure uno spiraglio di contraddittorio. In Italia discutiamo di tutto ma non di sessualità. Storia vecchia...

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