di Klaus Mondrian

L’Italia non è un paese per gay, per lesbiche, per transessuali. E’ una conferma in più e dispiace che questo ennesimo no venga proprio dall’organo garante della Costituzione uguale per tutti. La speranza era che la Corte Costituzionale dicesse che una discriminazione costituzionale effettivamente c’è in Italia, non è chi non la veda in punta di diritto almeno; la Corte ha preferito lavarsene le mani e sentenziare che queste cose spettano al Parlamento.

Come se la Costituzione non contenesse anche per i gay, le lesbiche e le trans l’articolo 2 (diritti inviolabili dell'uomo) e 117 primo comma (ordinamento comunitario e obblighi internazionali), l’articolo 3 (principio di uguaglianza). Un ingenuo si chiedebbe: ma allora chi sono gli ‘uguali’ di cui parla la Costituzione? Chissà se la Corte avrà una risposta a questa domanda banale.

La Corte ci dice oggi, aspetteremo l’illuminante sentenza esplicativa, che no, quegli articoli non valgono per i gay e le lesbiche. Per loro ci vogliono leggi speciali, deroghe del Parlamento all’uguaglianza costituzionale, loro non sono compresi nella Costituzione, di fatto sono fuori dalla Costituzione, dunque sono fuori dalle leggi italiane altrimenti potrebbero avere quello che gli altri hanno in termini di diritti.

La Corte ci dice anche che milioni di gay e lesbiche in Italia devono sperare nella politica e non nel diritto. Aspetta e spera.

Ci dice, non dicendo, che i diritti per i gay e le lesbiche e le trans non esistono in Italia in materia di matrimonio e questo forse è l’unico spiraglio decente per appellarsi alle corti europee e far valere i principi umani elementari che qui erano in discussione.

Nessuno si aspettava molto dalla sentenza della Corte Costituzionale in merito ai ricorsi sulla parificazione dei matrimoni che la Costituzione, in ultima analisi, non dice espressamente dover essere tra maschio e femmina.

E tuttavia la speranza era che il rinvio di fine marzo facesse pensare quantomeno a una soluzione salomonica all’italiana, un timido forse, una possibilità, uno spiraglio senza impegni per la Corte che non desse la sponda ai razzisti che oggi tuoneranno contro i matrimoni gay (e contro i gay in ultima analisi!).

Peraltro è passato vergognosamente in silenzio il fatto gravissimo che la Presidenza del Consiglio si sia costituita contro i gay nel procedimento alla Corte.

In quale altro stato civile un governo si permette di costituirsi contro milioni di cittadini che dovrebbe tutelare al pari di tutti gli altri? Da oggi possiamo dire che Silvio Berlusconi è anche Presidente del Consiglio dei Ministri del Governo Eterosessuale Italiano, G.E.I. appunto.

Ma in Italia tutto è possibile.

E’ possibile che la Corte passi al Parlamento le carte non dicendo nulla sull’uguaglianza di fronte alle leggi, è possibile che il GEI si costituisca contro milioni di cittadini, è possibile che uno squinternato segretario di uno stato estero come ‘Narciso’ Bertone si permetta impunemente di fare dichiarazioni razziste contro i gay al solo scopo evidente di proteggere il papa, sé stesso e la chiesa dalle miserie morali e dai crimini penali che tutto il mondo ormai conosce dai documenti di questi giorni che coinvolgono decine di preti che hanno abusato di migliaia di bambini e coinvolge le gerarchie che invece di denunciare agli stati competenti i reati vergognosi e anticristiani hanno preferito risolvere la cosa in casa, contro la legge di quegli stati.

Distrarre, deviare, parlare d’altro…era la tecnica di Berlusconi, oggi è la tecnica del segretario di status vaticano. La regola è: per salvarmi la pelle scuoio quella di chiunque. Da Papi al Papa nulla cambia nelle regole salvapelle.

Fascismo discreto della borghesia cattolica? Perché no? Prima gli ebrei accusati di complottare contro il papa, poi gli omosessuali pedofili e oggi il contorno involontario della Corte che tuttavia chiude indegnamente il quadro omotransfobico italiano di questi giorni.

E dunque, in questo paese ottuso, arcaico, medievale, cattorazzista, falsomoralista, fintoetico, in questo paese dove i gentilomi del papa sono in galera per aver fregato miliardi allo stato (Balducci è la sintesi perfetta del degrado etico cattolico italiano: finto servitore dello stato, finto servitore dell’etica cattolica, finto marito delle tante finte famiglie cattoliche italiane che si sposano con la costituzione in mano e fanno tutto il resto con la costituzione sotto il culo). E dunque in questo paese dove ti viene lo sconforto a restarci, i gay, le lesbiche, le/i transessuali dovrebbero tornare ad incazzarsi sul serio e ribellarsi con atti concreti visto che le leggi non ci sono e non ci saranno a breve, complice una opposizione molliccia che non ha fatto un cazzo in questi anni quando poteva. Non ha fatto il conflitto di interessi e non ha fatto i pacs. Che cazzo ha fatto?

Non mi posso sposare, non ho diritto alla pensione di reversibilità, non ho diritto alla casa del mio convivente in caso di separazione o morte, non ho diritto all’assistenza in ospedale, non ho diritto agli assegni familiari, non ho diritto ai diritti di tutti e la Corte dice che questi diritti non sono riconosciuti dalla Carta?
E allora non ho neanche doveri collegati a questi diritti! Se non esisto per il diritto non esisto per l’obbligo.

Quanto paga una lesbica per garantire gli assegni familiari alle coppie eterosessuali? Un euro l’anno? Via quell’euro dal suo 740! Quanto paga un gay per garantire la pensione di reversibilità alle coppie eterosessuali? Dieci euro l’anno? Via dieci euro dal suo 740!

Il principio è: non pago per quello a cui non ho diritto come tutti!
Se sono diverso di fronte alle leggi che mi danno dei diritti, sono diverso anche di fronte alle leggi che mi impongono i doveri e le tasse.

Partiamo da questa semplice rivoluzione, non aspettiamo la politica che ci farà diventare vecchi e decrepiti.
Partiamo da questo, oppure partiamo e basta da questo paese!

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