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Ricevo e pubblico

Il caso Marazzo continua, continua a chiamarsi così per quanto le attrici principali di questa assurda e dolorosa messa in scema siano tutt'altre persone, persone che vivono schiacciate da una situazione di marginalità, di povertà, di precarietà e di sottocultura.

Il caso Marazzo che consente a media e giornalisti di continuare a fare scempio della realtà delle persone senza porsi domande, senza chiedersi quale sia il vero male oscuro che determina queste situazioni. Troppo difficile per queste persone abituate ormai a tirare giù “quattro paghe per un lesso”, svolgere il loro mestiere con l'arte che si addice a chi usa la scrittura; troppo difficile per queste persone comprendere che hanno fra le mani uno strumento che potrebbe dare cultura, potrebbe dare consapevolezza, potrebbe dare vera informazione, potrebbe fare della cronaca l'arte del dire e del porre domande.

Chi era Roberta? Chi è Natalie? Chi sono le migliaia di persone che vengono nel nostro paese per vivere una situazione degradante sotto tutti i punti di vista?
Che tipo di società è la nostra che quotidianamente ci porta sotto gli occhi ed alle nostre orecchie notizie di persone picchiate, aggredite, uccise//suicidate per la loro presunta diversità?

Che tipo di società è la nostra che fa fatica, a partire da chi ha la “penna” in mano, a dare la dignità umana a queste persone collocate a forza da una cultura duale, maschista, clericale, fondamentalista, oscurantista, nell'alveo delle oscure pieghe della storia dettate dalla marginalità e dalla diversità?
Il caso Marazzo è il caso sociale che esplode di fronte agli occhi ed alle orecchie della nostra società, che ci sbatte in faccia cosa è capace di produrre questo nostro sistema, ma sembra che nessuno se ne accorga, ne prenda minimamente consapevolezza.

Ci interroghiamo sul perché questa nostra società, la società “civile”, la società “religiosa”, la società “politica”, la società “economica” sia semplicemente presa dai pruriti della volgarità e della chiacchiera, del cicaleccio becero che fa scaldare gli animi di persone vuote di ogni senso.
Persone vengono nel nostro paese, qui vivono in balia di mediocri e corrotti “poteri”, perché sono gli unici “poteri” che sono rimasti, esaltati dalla mediocrità seduta agli apici del nostro governo e dalla vergogna culturale espressa da un leghismo diffuso.

Si, il caso Marazzo, ci mette di fronte agli occhi il prodotto della meschinità e dell'assenza di pensiero; ci mette di fronte agli occhi l'ottusa ignoranza di chi si ostina a non vedere che l'unica nostra vera ricchezza risiede nella nostra cultura aperta, poliedrica, capace di cogliere e comprendere l'espandersi dei diritti, che non perde di vista che il centro di ogni diritto è nella persona e nel riconoscimento delle sue specifiche peculiarità.

Non vogliamo soffermarci a guardare sempre e solo la punta dell'iceberg, ma chiediamo a tutte ed a tutti di provare a guardare anche sotto, di provare a dare uno sguardo che non si accontenti della superficie.
Chiediamo che si smetta di procedere di superficialità in superficialità e che ci si assuma l'onore ed il diritto di attuare e pretendere analisi e profondità.

Darianna Saccomani


www.pangender.org


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