L'articolo di Roberto Ettorre a questo link:

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Caro Roberto, la prima parte del tuo pezzo oltre a ledere i diritti e la dignità di una persona uccisa, dunque senza opportunità di replica , contiene tutti gli elementi di una certa stampa sensazionalistica e distorta, relegando la nostra condizione - di persone transessuali - in una sorta di limbo borderline dove l'equazione trans-prostituzione è sempre in primo piano, come se fosse scontato che una persona trans ha come unica ambizione quella di prostituirsi.

Ma questo è un atteggiamento diffuso in chi tenta, facendo disastri, di raccontare storie complesse che non tutti hanno la capacità e la sensibilità di raccontare...
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Il tuo pezzo inizia: "Manuela era una prostituta"! Già in queste quattro parole ci infili lo stigma e contamini la dignità di Manuela, attirando l'attenzione su cosa facesse per sopravvivere e non su chi fosse. Eccita chi legge lo sappiamo!

Manuela era una persona, (per te era "gente") come scrivi nell'articolo. Invece era una donna (transessuale), riconosciuta tale da due sentenze civili del tribunale dell'Aquila. Quindi dallo Stato italiano. Manuela era fuggita dall'Aquila, dopo anni di lotte, per la negata possibilità di accesso al lavoro, intendo un lavoro dignitoso - anche la prostituzione lo è se libera e consapevole - e questo in mancanza di una rete di sostegno sia personale, sia delle istituzioni.
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Quindi, Manuela non era una prostituta, ma una donna che si prostituiva, semmai. E non per sua scelta."Soggetti 'diversi' al lato, pronta sempre ad accantonarli da una parte, aspettando invano che cambino registro per adeguarsi a quella che i più considerano normalità", continui.....
Soggetti, cosa vuol dire soggetti, il contrario di oggetti? Usi un linguaggio denigratorio e inaccettabile quando tenti invano di districarti in un buonismo fatto di retorica e mancanza di rispetto. Se tu dovessi scrivere di tua madre o di una cara amica, scriveresti "soggetti" o persone?
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" Cambiare registro" è un intercalare che sento spesso nei bar dello sport, che sta ad indicare, in questo contesto, la convinzione di una certa sottocultura e disinformazione, che transessuali si possa essere o non essere a proprio piacimento, semmai anche con la speranza di una guarigione miracolosa!

E' evidente che tu ne sappia poco di transessualismo, se usi una modalità di racconto che azzera ogni tuo tentativo di non cadere al limite dell'irrancontabile. Solo il 30% delle persone trans si prostituisce, esiste un esercito invece che lotta quotidianamente contro una cultura repressiva per la tutela dei diritti civili e per una piena cittadinanza, sociale e giuridica.
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Manuela ha mollato troppo in fretta e questa è la sua unica "colpa".
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Il tuo articolo continua: "Oltre ad essere una prostituta era anche diventata donna da poco"! Insisti sullo stesso taglio, e qui dai il peggio del peggio.
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Ritenevi necessario questo passaggio per lo scorrimento narrativo del tuo pezzo?! No Roberto, fammi capire! Ribadisci, infangando la sua memoria, che Manuela era una prostituta e non una persona, liquidando una questione  a tarallucci e vino, classico di noi (voi) italioti inevitabilmente opinionisti e teorici della negazione all'approfondimento.

"Parli della perversione che è solo a portata dei potenti e degli intoccabili"! Quale sarebbe la perversione, andare a trans?! O fare ancora accostamenti del genere affinchè si ribadisca il fatto che le persone transessuali sono depositarie di corruzione, illegalità, droga, prostituzione e chi più ne ha più ne metta. Sorvoliamo sulla retorica della società che ci vuole all'angolo, non perchè non sia vero. Ma perchè sa tanto di vittimismo, compassione e pietà, a cui non siamo affatto abituate, per fortuna!

Insomma Roberto, l'unica cosa a cui do credito del tuo articolo,  è il fatto che a Manuela è stata negata anche una vera inchiesta, oltre tutto il resto. 

Parli anche di una "cercata normalità"! A quale stato di normalità ti riferisci e chi ti ha detto che le persone transessuali ambiscano a questa normalità come omologazione sociale e culturale. A me ad esempio non interessa affatto, come non interessa la maggioranza delle persone trans, che rivendicano invece la tutela e l'affermazione delle "differenze", con l'orgoglio di chi non ci sta all'invisibilità e all'oscurantismo, al contrario ci mette la faccia in nome di uno stato costituzionale e di diritto, per tutti. Il mostro di turno! A chi serve cercarlo, a nessuno.

Insomma Roberto, il tuo articolo non mi piace affatto, benchè spero nella tua buona fede e nella scarsa conoscenza della questione. La prossima volta, nel caso ti venisse in mente di scrivere qualcos'altro su altre razze di "soggetti" del pianeta, rifletti sul peso e sul significato della parole e pensa sempre a chi ti leggerà, tra questi potrebbe ancora capitarti chi si senta ferita/o e non rispettata/o, da un racconto assai scarsamente valutato e privo di ogni possibilità di essere condiviso!
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Le questioni sono due Roberto, o fai un uso sbagliato del linguaggio, oppure dietro le tue migliori intenzioni si nascondono proprio quel populismo e quella sottocultura filo-clericale che denunci nel tuo articolo. La cultura dell'oppressione e dello stigma, a cui non interessa affatto una "spietata caccia al mostro"!

LauraDenu
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Anche su:agoravox.it

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5 commenti:

  1. Anonimo11/27/2011

    condivido anche io. stefano

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  2. Anonimo12/31/2011

    Ciao Laura.Anche se ti sei affrettata a togliermi l'amicizia su Facebook perchè avevo fatto un commento contrario alla tua politica (io sono apolitica e non mi interessa nessun partito)mi permetto di scriverti. Ho letto la tua lettera inviata ad Ettorre e ti rispondo.Con lui l'ho già fatto,infatti se vai sulla sua pagina troverai il nostro commento.Do ragione ad entrambi,perchè entrambi ne avete.Una cosa è certa.Se Manu fosse rimasta com'era sarebbe ancora viva.Detto questo noi familiari siamo usciti da ogni Associazione e movimento che riguardasse questo argomento.E' stato questo contesto a portarci via Manuela,e noi non vogliamo più averci niente a che fare.ciao

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