Come ogni anno, il 20 Novembre, si celebra la Giornata Mondiale in memoria delle vittime di crimini per odio e pregiudizio transfobico.

Ma anche le vittime di una morte quotidiana e premeditata da uno stato criminale che crea ostacoli sociali, culturali e giuridici ad una naturale progettualità necessaria per una cittadinanza dignitosa e alla pari.

Ogni giorno, di ogni mese, di ogni anno. Imputabile tanto quanto la mano di un assassino. Per il diritto all'autodetrminazione, alla salute, al lavoro, allo studio, all'inclusione e alla partecipazione sociale.

I Governi e le Istituzioni mondiali devono costruire politiche sociali e giuridiche per garantire, alle persone transgender, la vita e non la morte.

Assicurare uno Stato di Diritto che promuova e sostenga la cultura e la politica a tutela delle "differenze" e alla piena affermazione di esse. Il diritto di una vita "alla pari".

La mia personale memoria alla mia amica Manuela Di Cesare, massacrata a Pescara il 26 Aprile 2007, ma anche a tutte le vittime di discriminazione e crimini transfobici, nel mondo.

A quelle vittime a cui è stato solo concesso di "non essere altro che vittime"! Per dare voce a questo silenzioso massacro

NON SI PUO PIU'' MORIRE PER VIVERE!




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1 commento:

  1. Purtroppo la realtà che ci circonda è cieca e sorda: al TDoR di Bergamo c'erano 10 persone (contate), mentre persino in Turchia si sono ritrovati in 200 (Transfobia in Turchia, 200 militanti in piazza )...

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