di Darianna Saccomani 
Vice presidente associazione Transgenere


Ci può essere una diversa visione dello Stato Sociale?

Nel quadro della argomentazione politica di questi ultimi tempi, e soprattutto con l'insediamento del nuovo Governo Monti, c'è un gran parlare di economia, di sociale, di interventi credibili agli occhi degli altri paesi che costituiscono l'Unione Europea, che sappiano dare senso di solidità a quella strana e non ben configurata entità che viene chiamata “mercato”. Tutto questo viene oggi posto con slogan di diverso tipo sui quali campeggia l'affermazione che ogni atto sarà fatto all'insegna dell'equità sociale...


Ascoltando affermazioni, repliche, risposte, proposizioni di vario tipo che provengono dalla classe dirigente del nostro Paese, dichiarazioni pubbliche che più che darmi chiarezza mi lasciano in una profonda confusione. Spesso in queste argomentazioni mi manca: il “soggetto”, ovvero chi farà, chi pagherà, chi dovrà agire, chi si assumerà la responsabilità di queste azioni; mi manca chiarezza su cosa si intenda per “Stato”, ovvero quale sia l'idea di Stato che questa classe dirigente vuole perseguire, vuole affermare; mi manca di capire e di vedere con chiarezza cosa si intende per “equità sociale”; mi manca di capire con chiarezza cosa si intende per “mercato”
 e, soprattutto, chi siano i soggetti referentidi questo “mercato”. Si sente parlare di “poteri forti”: quali sarebbero tali poteri forti?

Mi trovo a pensare, ad agire – sia come imprenditrice, sia come persona attiva all'interno dell'associazione Trans Genere, sia come persona politica – cercando di interpretare, cercando di comprendere quali siano i piani della discussione, quali i piani progettuali politici, quali i riferimenti. Posso proseguire a ritenere che le mie ipotesi siano corrette, quanto meno suffragate da analisi di fatti e del loro concatenarsi, ma che non mi fanno uscire dal dubbio se mi trovo di fronte ad una chiara strategia di destabilizzazione oppure se l'attuale classe dirigente si trova a “navigare a vista” senza alcun tipo di idea né di strategia reale, senza alcuna idea di come affrontare e orientare la rotta del nostro Paese.
Posso immaginare quale sia l'idea di Stato che verrà espressa dall'attuale Governo Monti, ma nei fatti non posso dire di saperlo, non posso dire di trovarmi di fronte ad un Governo che ha chiaramente espresso qual è la sua idea di Stato e, quindi, quale sarà il presupposto fondativo sul quale agirà e definirà l'insieme dei suoi interventi. Come si può affermare che si giudicherà l'operato del Governo Monti volta per volta sui singoli interventi? Forse che un intervento legislativo non è correlato o, quanto meno, sostenuto da una idea di fondo che lo detta e lo suggerisce? Eppure il Presidente del Consiglio Monti ha affermato con chiarezza che non si ritiene un Governo di transizione o tecnico o altro, ma piuttosto un Governo di legislatura! L'incarico che ha ricevuto Costituzionalmente dal Presidente della Repubblica lo legittima nel suo compito e, per tanto, delegittima ogni pretesa di volerlo condizionare con argomentazioni di tipo populista o falsamente democratiche. Si, perché la democrazia non è una questione opinabile, ma è il rispetto di quelle regole e di quei patti che una società si è data.
Ma appunto qui sorge il problema. Noi abbiamo sicuramente un patto definito e sul quale dovremmo fondare ogni nostra azione e rivendicazione. Possiamo dire che la Costituzione Italiana rappresenta sotto ogni aspetto il “Patto” normativo e costitutivo dello Stato Italiano, la linea guida fondamentale sulla base della quale ogni governo deve (non è che può), pensare le proprie linee politiche e di gestione dello Stato stesso. Il problema sorge nel momento in cui la sensazione diffusa fra le cittadine ed i cittadini è che tale patto costitutivo non ci sia più, quando la consapevolezza del riferimento Costituzionale viene a mancare, quando si inizia a ritenere che la Costituzione sia “roba” solo per i costituzionalisti. No! La Costituzione è “roba” per ogni persona che è cittadina di questo Stato, e quando si parla di ogni persona si intende a partire dalle prime cariche istituzionali fino all'ultima persona facente parte di questo Stato Italiano. Non è un caso, ad esempio, che la figura del Presidente della Repubblica sia proprio quella di Garante del Patto Costituzionale, figura che si pone sopra le parti, perché dovrebbe essere assolutamente di parte, ovvero dovrebbe essere assolutamente dalla parte di quel patto nel quale ogni persona cittadina di questo Stato si riconosce.
Proprio a partire da questo, l'idea stessa di Stato, che ciascuna parte o persona, viene ad esprimere può essere ritenuta legittima solo e quando è conforme, o comunque aderente, a quanto espresso nelle linee guida e generali dettate dalla Costituzione. Diventa legittimo, direi prioritario, chiedere a chi si candida o a chi viene chiamato a porsi nella posizione di una classe dirigente che espliciti chiaramente qual è la sua idea di Stato; diventa necessario farlo soprattutto dopo aver vissuto l'esperienza del governo Berlusconi che ha espresso una idea di Stato non conforme ai principi Costituzionali. La sua idea dello Stato come se fosse una “azienda”, o del suo ruolo come presidente del Consiglio, sono stati conformi a quanto determinato e definito nella Costituzione? A mio parere no! La libertà non è arbitrio, non è fare essenzialmente quello che si ritiene soggettivamente giusto, ma la libertà è la responsabilità personale nei confronti della collettività, è il muoversi entro i limiti dettati dalle regole comuni e definite nelle “carte” fondamentali che l'insieme dei cittadini e cittadine si sono date, ovvero la Costituzione, le leggi, gli accordi e le leggi internazionali che sono state assunte dallo Stato Italiano come facenti parte delle proprie prerogative e delle proprie normative.
Qual è l'idea di Stato del Governo Monti? Soprattutto, qual è l'idea di Stato che i componenti il Parlamento Italiano nelle sue due Camere esprimono? È preoccupante quando si ritene che le leggi le faccia il Governo, e tale pensiero appartiene a quel degrado culturale berlusconiano che ha investito tutta la società italiana. Le leggi le fa il Parlamento! Il Governo le può proporre in via prioritaria, ma non è l'unico che le può proporre, e comunque è il Parlamento che fa le leggi! È la maggioranza che governa il paese! Il Governo non è un organo “direttivo” dello Stato, ma è l'organo “Esecutivo” dello Stato! Forse, quello che manca, alle persone cittadine e anche ai parlamentari è una sana e utilissima ripassata o studio dell'educazione civica!
L'idea di Stato è importante proprio perché contiene nei presupposti quali siano gli elementi fondamentali e prioritari da sviluppare attraverso politiche e legislazione. In uno Stato è fondamentale e prioritaria la persona o l'economia? Parafrasando un versetto della Bibbia, in particolare del Nuovo Testamento: “la persona è al servizio del sabato o il sabato è al servizio
della persona?
.

2 commenti:

  1. Grazie di averlo postato :). Sono contenta, perché se lo hai fatto è perché lo condividi. Un abbraccio

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  2. Anche se certe questioni, fondamentali, sono dure da far passare, è bene insistere sulla linea della coscienza civile. A tutti i costi, come sempre. Grazie a te! :-)

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