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Queste immagini, già viste ampiamente nel web e meno nei media nazionali, relative ad alcune delle zone più devastate dal sisma del 6 aprile 2009 che ha colpito L'Aquila, raccontano in maniera inequivocabile, la scellerata gestione del post-terremoto quattro anni dopo.
Dalla ricostruzione, allo smaltimento delle macerie, al risanamento del territorio e dell'enorme patrimonio storico, relegato al più totale abbandono.
Quello che i media, gli organi governativi e le istituzioni hanno definito, e continuano a definire come il "miracolo aquilano", in realtà non era e non è altro che una mafiosa, speculativa,  strumentale e trasversale propaganda politica e connivenze di poteri "oscuri" con organizzazioni criminali.

E' proprio di queste ore la notizia riguardante la volontà da parte della Ragioneria Dello Stato di bocciare l’emendamento che assegnerebbe ai comuni terremotati la somma di 1 miliardo e 200 milioni di euro nel periodo 2014-2019. Il tutto mentre il Ministro per la Coesione Territoriale Carlo Trigilia si trova in visita a L’Aquila.

<<Rewind<<

"La ricostruzione dell'Aquila è una questione nazionale", ha dichiarato il presidente del Senato Pietro Grasso al quarto anniversario dal sisma (6 Aprile 2013). 

"Ora i soldi ci sono, bisogna scaglionarli con un piano organico. Sia il sindaco Cialente e il ministro Barca mi hanno rassicurato con una prospettiva di ricostruzione tra cinque e otto anni", ha continuato lo stesso Grasso non più di due mesi fa!
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Chi ancora crede e sostiene che questo miracolo ci sia stato davvero, venga  ad ispezionare personalmente il territorio. E cominci a prendere le distanze da un'informazione manipolata, distorta e propagandistica. Pochi scatti estemporanei, casuali e volutamente in bianco e nero. Perchè queste immagini non hanno più colori, ma soprattutto, non fanno più rumore!

Imprese bloccate, un centro città fantasma, sfollati, mutui da pagare, la truffa  della 
riscossione agevolata con riduzione al 40% delle tasse e dei contributi previdenziali e assistenziali dei premi sospesi nel periodo tra il 6/4/2009...

Nel 2012 hanno lasciato L’Aquila, cambiando residenza, almeno 1.200 giovani. Età compresa tra i 30 e i 40 anni, una media di cento al mese, secondo i rilievi dell’ufficio statistica del Comune.  La realtà dell’Aquila appare ben diversa da quella che la televisione ha cercato di dipingere almeno fino a quando ha potuto, per poi risolvere la situazione spegnendo le telecamere su una popolazione scelta come vittima sacrificale delle esigenze populiste di un governo inefficiente e strategicamente aguzzino. Mentre gli imprenditori se la ridevano e Bertolaso andava a mignotte. In una città che non riesce a rialzarsi, degradando ogni giorno di più.

Poco importa poi, che la disgregazione sociale dilaga, ma i centri commerciali si moltiplicano.
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