.25 Novembre e i giorni a seguire!
Può una società civile tollerare che 110 donne siano morte nel 2012, e 128 dall'inizio di quest'anno, per mano del proprio compagno o dell’ex e comunque quasi sempre in un contesto di violenza domestica?
Prendere atto che la violenza di genere sulle donne - non solo quelle biologiche - e la supremazia violenta etero-sessista è una questione culturale e politica che riguarda tutti e che come tale deve essere affrontata e discussa, è un dovere civile e un dovere di Stato.
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Rashida Manjoo, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne, durante la sua visita in Italia lo scorso anno ha sottolineato come anche da noi la violenza domestica, a seconda del contesto sociale e culturale, non è sempre considerata un crimine. Oggi invece anche in Italia si deve parlare di 'femminicidio', neologismo coniato e accettato ormai a livello internazionale per indicare la distruzione fisica, simbolica, psicologica, economica, istituzionale della donna. In certi paesi dell’Europa, negli ultimi anni, il crescendo della violenza è stato agevolato da un persistere di condizioni e modelli di subordinazione culturale delle donne, a un aumento – favorito certo dalla crisi – della loro dipendenza economica e dalla mancanza di fiducia nelle istituzioni pubbliche, fattore critico che impedisce a tante vittime di sporgere denuncia contro i propri aguzzini.
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I trattati internazionali sui diritti umani e le dichiarazioni delle Nazioni Unite che richiedono agli stati di adottare misure in difesa dei diritti delle donne comprendono la  Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne (Cedaw, 1979), Dichiarazione sull'eliminazione della violenza contro le donne (Dedaw, 1993) e la Dichiarazione di Pechino e la Piattaforma d'Azione (1995). I diritti umani delle donne sono riconosciuti anche nelle costituzioni nazionali e dalle carte regionali, oltre a altri fondamentali trattati quali il Patto internazionale sui diritti civili e politici (1966) e il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (1966). Lo Statuto della Corte penale internazionale (1998) e risoluzioni 1325 (2000), 1820 (2008), 1888 (2009), 1889 (2009)e 1960 (2010) contengono disposizioni specifiche in materia di violenza sessuale e riconoscono il ruolo delle donne nel mantenimento della pace internazionale e sicurezza.


 
Perché la Giornata si celebra il 25 Novembre? La storia delle sorelle Mirabal

Cinquant'anni fa Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal, eroine della lotta di liberazione della Repubblica Dominicana dal dittatore Trujillo (1930-1961), furono fermate da agenti segreti del servizio militare, mentre si recavano a fare visita ai loro mariti in prigione.
Dopo avere subito numerose torture, furono chiuse nell’abitacolo della macchina nella quale viaggiavano e spinte in un precipizio, simulando così una morte accidentale. Oggi sono il simbolo internazionale della battaglia contro la violenza alle donne.

L’Onu ha reso indelebile il loro ricordo nel 1998, proclamando il 25 novembre, anniversario della loro morte, la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne.

La bellezza e la vivacità delle quattro sorelle Mirabal, soprannominate las mariposas, le farfalle, sono ancora oggi ricordate in tutta l'America Latina e nel mondo.
Nate in una famiglia benestante e colta, le quattro ragazze rimasero sempre legate da un affetto complesso e profondo, nonostante le notevoli diversità di carattere: la ribelle Minerva sceglie giovanissima di essere avvocato degli oppressi; Patria, la devota, arriva alla guerriglia per le vie imperscrutabili della fede religiosa; Maria Teresa, frivola e romantica, s’impegna nella causa per amore.

Belgica Adele Mirabal, più conosciuta come Dedé, è l’unica sorella sopravvissuta ed ha recentemente aiutato Julia Alvarez nella stesura di “Il tempo delle farfalle” in cui si racconta la storia delle Mirabal, soprannominate les mariposas per bellezza e vivacità, testimonianza di una vicenda di importante valore storico e politico.

Tratto dal Comunicato stampa della presentazione de “Il tempo delle farfalle” 



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