Testimoniare è un atto politico perchè ognuno di noi è un soggetto politico. La storia nasce proprio dalle testimonianze e si sviluppa attraverso esse. Per questo raccolgo quella di Daniela, donna transgender. Partendo però da un punto centrale, cioè che Daniela ha esercitato il sacrosanto diritto all'autodeterminazione, poi si possono sviluppare tutta una serie di considerazioni. Un racconto duro, al limite, che ripercorre gli step di chi è privato dalla possibilità di gestire e progettare la propria vita serenamente e pienamente. Una storia che apre ad una serie infinita di riflessioni e che ripropone tra le altre, l'annosa questione: "trans e prostituzione, percorso obbligatorio"?

La storia di Daniela, ad esempio, ci dice di no, visto che a lei si erano prospettate anche opportunità di scelte diverse, come lei racconta. Ma risulta evidente che gestire un vissuto al limite fin dai primi anni di età, può condizionare e contaminare tutto l'evolversi futuro della propria vita, come se si dovesse continuare a pagare il prezzo di altri per tutta una vita. Alcuni passaggi portano fuori strada, come se la scelta di Daniela di prostituirsi fosse una conquista personale da legittimare. Ma ad una lettura più attenta salta da subito agli occhi che non si tratta proprio di questo. Le difficoltà che le persone transgender incontrano, fin dal primo segnale di consapevolezza, per poi proseguire durante tutta la vita, producono paura, isolamento, auto-negazione. E se manca quella forza che costantemente ti permette di conservare una capacità di "difesa" interiore ma anche "pubblica", non diventa difficile scegliere il tipo di dolore che ci fa sentire meno "esposte", meno rifiutate, meno rigettate e questo può sembrare paradossale ma non lo è. Io ho letto la testimonianza di Daniela senza retropensieri e atteggiamenti pre-giudiziali, ma per quello che essa contiene, dando anche a me stessa la possibilità di pormi delle domande e di stimolare una mia riflessione.
Spero lo facciate anche voi!


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"Non ricordo la mia nascita,ma non deve essere avvenuta sotto i migliori auspici,ne sono ormai più che certa!
Ricordo di aver avuto una sorella minore, Katia,ma non rammento molto di piu,poichè fu portata via dai servizi sociali molto presto.....
Chissà, è probabile che lei oggi soffra perennemente di questa sorta di abbandono,di rifiuto quasi,di scelta che una madre ha attuato su un figlio piuttosto che sull'altra....ma non sà che tra i due lei è stata la più fortunata!
Ricordo le numerose e inspiegabili percosse,sia da parte di mia madre che da parte di mio padre.
Da lei durante il giorno e da lui durante l'assenza di lei, la notte....sì perchè mia madre suo malgrado professava l'attività più vecchia del mondo,e non per sua scelta!
Costretta a forza e violenze da mio padre,alcolizzato e sfruttatore di donne......che bel quadretto per un bambino eh?!
Quindi era a lui che la sera ero affidato,alla sua cura depravata e violenta, stordendosi di alcool ed orgie a cui ero costretto ad assistere...ma non ricordo di avervi partecipato.
Assistevo mio malgrado ai loro violenti litigi, ai quali accoreva polizia,vicini di casa e sovente i servizi sociali; piu di una volta hanno rischiato di perdermi proprio come con mia sorella,ma alla fine nessuno è venuto a salvarmi...........
mi han lasciato lì con loro, la mia "amorevole"famiglia.
Tutto questo fino a quando un bel dì,mio padre fece fagotto e si liberò di noi!
Dopotutto mia madre non era un gran chè come puttana,che ci si poteva aspettare da una donna/bambina,allevata in un collegio di suore e sbattuta a forza su un marciapiede da un uomo che la plasmava a suo piacimento?!?
Le cose però non migliorarono poi tanto,non per me comuque..soffrivo di questa separazione,come un cagnolino che nonostante le percosse ama la mano del suo padrone.
Così in uno dei miei tanti diari (troppo incostante per averne uno...) annotavo una sorta di preghiera, sempre la solita:
"ti prego Dio,fa che mamma e papà tornino insieme...".

Meno male che anche stavolta Dio non mi ascoltò...
Le percosse furiose non ebbero fine purtroppo,mia madre era ormai una donna alla deriva,intrappolata in una vita che non voleva e che suo malgrado aveva la responsabilità di questo figlio tanto desiderato eppure tanto maltrattato.
Quindi amareggiata e frustrata, riversava il suo dolore su di me, psicologicamente e fisicamente, a forza di percosse quasi tutti i giorni!
Rientrava da una nottata poco fruttuosa e mi piacchiava; facevo la pipì a letto per la paura di restar solo e mi picchiava.
Giocando mi sporcavo o rompevo i vestiti e mi piacchiava,ma la cosa peggiore era che mi picchiava anche davanti alla gente o ai miei amici, così al dolore delle percosse si aggiungeva  quello della vergogna e dell'imbarazzo.
Avevo lividi ovunque,capelli diradati dal tanto strapparli,morsi sulla faccia,ogni sorta di barbarie non mi è mancata in quel periodo che è stata la mia fanciullezza;
in più cominciavo ad avvertire dei cambiamenti in me inspiegabili....

La sera infatti, quando restavo solo in casa, mi coloravo la faccia coi colori a tempera, mi depilavo le sopracciglia e mi vestivo con le lenzuola a mò di peplo,che per me diventava una mise da gran soirèè!
Poi poco prima del rientro della mamma,mi preparavo alle sue percosse,che puntualmente un giorno si e uno no arrivavano,quasi ci fosse una sorta di ciclicità.
Non ero un cattivo bambino,ma ho fatto anche io cose terribili di cui mi vergogno molto, come torturare povere cavallette per poi offrirle alle formiche che mi piacevano tanto con la loro regolarità,e ordine collaborativo!
Ma anche a loro ne ho fatte....distruggendo sovente i loro nidi alla ricerca della regina (tra l'altro mai trovata!).......me ne vergogno amaramente, per questo oggi non alzo il dito su nessun essere vivente,manco i ragni di cui ho sempre avuto estremo terrore!
Ero un bambino solo,anche se ricordo di avere avuto col tempo molti amici, ma in quella prima fase della mia vita ero disperatamente solo,qualsiasi oggetto inanimato della mia spoglia casa diventava un possibile amico immaginario,dal palloncino con la faccia dipinta ai gomitoli colorati!
E' da qui credo che abbiano inizio i miei sensi di colpa perenni....in colpa per tutto,e sicuramente il catechismo non aiutava,anzi alimentava questi miei sensi di colpa distruttivi. In colpa per essermi masturbato,per i giochi pseudo sessuali con gli amichetti,per le torture agli insetti,e poi questo strano disagio che cominciavo ad avvertire....
La mia solitudine mi portava a raccattare  i cani randagi per strada e a portarmeli in casa durante l'assenza di mia madre....ero così felice con loro,ma durava poco,poichè appena rientrava lei questi scappavano a zampe levate per via delle urla di ira di mia madre e quelle mie di dolore.....
C'era una gattina una volta,una creatura deliziosa,che saliva sempre sulla mia finestra, (abitavamo al piano terra rialzato) e mi teneva compagnia tutto il pomeriggio,momento in cui mia madre dormiva per riprendersi delle fatiche notturne;
questo piccolo essere mi era amica,le avevo perfino dato un nome che ancora rammento:Musina Dorina.
Questa delizia simulava una sorta di danza per me,ed io per controcambiare le davo da mangiare quel poco che potevo...purtroppo molto poco ,vista la tristezza del mio frigo di allora;
ma a lei non importava,tornava sempre da me!


Fino a quando il condominio decise di privarmene e la  portò via.
Ma miracolosamente dopo qualche settimana lei trovò la strada del ritorno,e tornò da me!!!!! Dio com'ero felice,tutti i miei pianti e le mie sofferenza erano stati ricompensati, lei era tornata da me!
Ma per poco purtroppo,poichè la riportarono nuovamente via e stavolta non la vidi mai piu.
Nel frattempo mio padre si rifece vivo.Era sposato con una donna che faceva l'entranouse nei locali notturni...come dire,era salito di rango e qualità!?!
Infatti aveva parecchi soldi che gli giravano tra le mani e si sentiva magnanimo!
Così in seguito ad un accordo semi pacifico con mia madre,si stabilì che passassi un mese all'anno, l'estate,nella loro casa in Romagna.
Andò avanti il necessario per sopperire alla mancanza di figli che la neo sposa non poteva o non riusciva ad avere;ma miracolo,dopo tanti sforzi e cure massicce di ormoni,sfornò a distanza di un anno l'uno dall'altro 2 maschietti,i miei 2 fratellastri!
Addìo vacanze estive per me quindi,cominciavo ad essere troppo anomalo e la rivelazione della mia stranezza a mio padre fu la mia disgrazia, poichè venni allontanato per sempre....non fosse mai che i suoi figli "maschi" fossero diventati come me restandomi accanto.
Dopo qualche tempo, io e mia madre ci trasferimmo per problemi economici sempre più impellenti,a vivere a casa di mia nonna.
Non fu facile neanche allora,ma ricorderò sempre mia nonna con grande affetto,come una donna forte,testarda e combattiva,ma tanto,tanto sfortunata da trasmettere i germi di questa infelicità a tutta la sua progenie,me inclusa!
La mia "diversità" ovviamente non trovava comprensione se non da uno zio semiritardato e depravato,che per un po di tempo mi molestò.
Questo peggiorò non poco la convivenza tutti insieme....io ero la causa di tutti i mali,delle loro furibonde liti,la vergogna del vicinato...
Fortunatamente c'era il liceo a consolarmi,e il gruppo di amicizie che mi ero conquistato col tempo,la mia famiglia tuttora!
Ma la pubertà e l'addolescenza sono momenti molto crudeli per una persona transessuale,con tutti quei cambiamenti inevitabili che la natura opera sui nostri corpi, ed io non potevo accettarlo, ne sapevo come impedirlo se non con la morte.
Così tentai il suicidio,ingerendo dosi massicce di sonniferi rubati un po per volta a mia nonna.
Ma venni tempestivamente salvata da una zia a me molto cara che oggi non c'è più, perchè morta suicida lei stessa........
come sà essere curiosa la vita eh!
E fu proprio grazie a lei se io potei rivelarmi alla mia famiglia e cominciare a vivere alla luce del giorno la mia vera natura!
All'epoca ero intenzionata ad operarmi, così raccimolavo qualche soldino sia coi lavoretti estivi per pagarmi i libri e l'iscrizione al liceo e sia per partire fino a Torino e mettermi in lista per la transizione definitiva.
Tutto questo grazie alla conoscenza che feci con un ragazzo ftm, oggi uno dei miei più cari amici, che mi indicò la strada di questo difficile percorso che avevo scelto di intraprendere!
Contemporanemante, tramite l'ospedale di Torino, venni in contatto con la  prima trans operata, che mi indicò un' altra strada ancora verso i possibili cambiamenti......il marciapiede!
Bè io non ero facoltosa e nè avevo dalla mia un appoggio familiare...tanto che prima di fare questo salto contattai, soffocando l'orgoglio, mio padre,l'unico che economicamente poteva sostenermi verso la transizione.
Ma la risposta che ricevetti fu:"io non lo accetto,io non TI  ACCETTO,se vuoi farlo cavatela da solo,vai a battere"!
E così feci,non ci pensai due volte, come un automa determinato ad ottenere quello che volevo, andai a battre il marciapiede! Come dire, tale madre tale figlio.....
Avevo paura certo,ma era più forte la voglia e il bisogno di cambiare.

La strada non è stata facile, clienti che ti derubano,che ti picchiano, le trans stesse che ti vessano e ti picchiano a loro volta, poichè esiste una sorta di gerarchia della novizia e dell'anziana,una piramide che devi scalare piano,piano,prima di metterti in luce!
Ma alla fine conquistai anche io quella luce,e guadagnavo,ah se guadagnavo!!!!
Ero l'invidia di tutte,in un anno avevo soldi a sufficenza per lasciare la squallida pensione in cui vivevo per cercarmi una casa vera in affitto,liberarmi della barba e rifarmi il seno, i bisogni primari di una trans ( o quanto meno i miei).
Fu in questo frangente di semi felicità che comparve anche l'amore, "l'amaro/amore", Simone!
Amaro poichè se è vero che io lo desideravo al punto da comprarlo con regali su regali, lui per me non ha mai provato niente, se non un po di affetto in un breve periodo della nostra storia.
Non mi accettava e non accettava la sua attrazione per me,così mi prendeva e mi lasciava a suo comodo, devastandomi ogni volta!
Nel frattempo non volevo abbrutirmi sulla strada come  fu per mia madre,e coi soldi disponibili mi iscrissi ad una accademia privata che frequentavo al mattino.Così di giorno studentessa e di sera puttana.
Ed ero brava in entrambi i ruoli, tra i banchi di scuola dove mi differenziavo per la mia mano grafica felice,e tra le gambe dei clienti, guadagnando a più non posso!
Ma si sà, chi poco ha avuto dalla vita, rischia di perdere il controllo e di rimanere abbagliato da tanto denaro facile (facile poi per modo di dire)! E così da cicala impenitente spendevo denaro, per me, per Simone, per mia madre......senza garantirmi un futuro se non l'accademia che pagavo fior di quattrini!
Accademia da cui ebbi le mie belle rivincite! Ero la più brava, avevo vinto anche una borsa di studio e successivamente lo stage formativo che mi portò a Milano!
E così, presi al volo l'occasione di cambiar vita.
Lasciai tutto,baracca e burattini e mi trasferii a Milano per un noto marchio della moda; un lavoro incredibile, io disegnatrice di accessori!
Da puttana a designer nel mondo dorato della moda!
Feci carte false per portarmi dietro anche Simone ovviamente! Dopo avergli fatto studiare l'inglese, contattai un mio fedele cliente, dirigente di una compagnia aerea che  lo fece provinare e assumere!
E così il sogno era coronato, entrambi a Milano, con alle spalle un passato da dimenticare e una nuova vita da affrontare!
Ma non andò così liscia....lui mi tradiva di continuo ed era sempre in volo,i noltre io continuavo a pagare per tutto, e il mio conto in banca scendeva paurosamente......
Tra l'altro lo stipendio non bastava neanche per pagarci l'affitto.
Così attingevo a piene mani al mio tesoretto, meno male che una casa a mamma l'avevo comprata!
Tesoretto che si era ridotto spaventosamente coincidendo con l'abbandono definitivo da parte di Simone, il quale un bel dì vagliò l'opportunità di tornare a Roma senza neanche farmelo persente se non a conti fatti!
Mi trovavo come si suol dire, col culo per terra, pochi risparmi in banca, un affitto che non arrivavo a pagare da sola e uno stipendio e un lavoro ben poco gratificanti!
La paura mi fece lasciar tutto per ricorrere al meretricio in modo da rialzarmi da terra al più presto .........e ancora oggi, stò cercando di restare ben salda in piedi, maledicendo la mia impetuosità!
L'operazione a questo punto passò totalmente in secondo piano,avevo progetti ben più importanti, e soprattutto ero arrivata a comprendere che dovevo cominciare ad amarmi per quello che ero e non per quello che potevo diventare!

Mi iscrissi contemporanemante alla ripresa della"attività", ad un corso di trucco moda/cine/fotografico.
Ho sempre amato il cinema, e forse potevo lavorarvi come truccatrice.
Anche in questo caso mi distinsi come la più brava, tanto che nel frattempo entrai a lavorare per un noto marchio cosmetico italiano,
ma non era propriamente quel che desideravo fare per il resto della mia vita....
Collaboravo sui set fotografici per servizi di moda,vendevo/truccavo nelle profumerie,ma tutto questo mi impoveriva piuttosto che arricchirmi.

Nel frattempo arrotondavo sul "letto", ovviamente....e ovviamente questo alla fin fine prese il sopravvento!
Con una cara amica  cominciai a realizzare alcuni progetti fotografici, tanto da metter sù uno studio/laboratorio tutto nostro e un sito...ma ancora  oggi, per via delle vicissitudini dellla vita, la rotta delle mie azioni ha preso la direzione sbagliata,mio malgrado.
Anche se in tutto questo apparve il mio vero "amore", Enrico!
Piccola grande parentesi di felicità.
Quattro anni di amore, solidarietà, comprensione e accettazione totale,tutto l'opposto di quello che fu la mia prima storia.
Con lui ho scoperto la gioia di sentirsi finalmente "normali" e non inadeguati,con lui mi sono sentita una persona,accettata e amata!
Però, perchè c'è sempre un però, l'idillio non poteva durare per sempre.....lui agognava una vita "tranquilla", una vita ideale insomma, con bambini, Natali in famiglia, cane,casetta e tutto quello per cui è stato cresciuto in questo sistema che è la nostra società!
Non gliene faccio una colpa...che colpa ne ha lui se da sempre ci dicono che questo è normale e quasto altro no!
Che forse l'amore può davvero battere tutte le barriere come nei romanzi?!
Così lo lasciai andare, strappandomelo dal cuore, feci la mia scelta per il suo bene....la mia morte per la sua vita!

Mia madre poi cominciò a  soffrire  sempre più frequentemente di disturbi psichici, da depressione cronica si è giunti ai prima stadi di demenza e disturbo bipolare.
Un male infido, che mal riconosciuto, non è supportato da nessuno se non a suon di soldi!
E il prezzo che pago è alto, non solo a livello economico ma anche e soprattutto a livelli psicologico......
Nel male ho la fortuna di avere accanto sempre i miei amici, la mia vera famiglia, che mi sostengono nelle difficoltà come possono....ma basterà?! Sarà sufficente a salvarmi?
Così in breve, se non proprio come in un libro, qui vi ho raccontato la mia vita, il mio vissuto, senza filtri e falsi pudori, e spero senza neanche tanti pietismi, ma a mò di testimonianza,di resoconto.....di quello che è stato e che sono fino ad oggi, alle soglie dei miei temibili e furibondi 40 anni".

Grazie Daniela


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