Da sei anni mi sono trasferita in campagna, uno dei pochi eventi che ricordo con entusiasmo, visto che alla mia vecchia casa ha provveduto il terremoto del 6 aprile 2009, mentre la nuova ha resistito alla grande a quella danza dell'orrore. Quando si cambia casa e paese ovviamente, si cambiano tante cose. Il tabaccaio dove compri le sigarette, il bar dove ti fermi per un caffè, il supermercato dove fai la spesa, il laboratorio analisi dove ogni tanto, vista l'aria di stress che tira, vai ad accertarti che almeno il corpo, nelle sue primarie funzioni biologiche, non ti abbia abbandonato.

Cambia quello che ti compare davanti all'apertura delle finestre al mattino, i rumori, i suoni, i vicini, i lontani. Insomma tutto si trasforma.
Persino la pompa di benzina dove vai a fare rifornimento quasi quotidianamente cambia, ovvio!
Ed io da circa tre anni mi fermo a fare benzina in una piccola stazione vicino casa, gestita da una coppia davvero curiosa, direi inquietante anche nella sua fisicità, nel suono della voce (anche se l'ho sentita davvero poche volte). Quando?

Quando sono in compagnia di mia madre, perchè al contrario, quando passo di lì da sola per fare rifornimento, devo allungare il braccio per pagare, con evidenti danni permanenti a legamenti, muscoli e tendini.
Ma dalla prima volta che li vidi mi accorsi, oltre al fatto di quanto fossero poco collocabili come "razza" umana, che se fossi stata alla larga da quì all'eternità, avrei contribuito a tenere sotto controllo il loro battito cardiaco, abbassato il colesterolo e i trigliceridi, allungando la loro pseudo-esistenza.
Ovviamente ignorai le loro implicite richieste, e in questi tre anni sono andata a trovarli spessissimo, anche quando non ne avevo urgente necessità. Così, tanto per ricordare loro che il pericolo era sempre in agguato, dietro l'angolo, assieme al loro improvviso pallore che esplodeva ad ogni mio arrivo.

Io sono una gran brava ragazza, e avendo incorporato potentissimi anticorpi verso queste bizzarre creature, ho imparato ad aggirare, a cantare una canzoncina o a consultare lo specchietto della macchina se sia il caso di andare in giro o no, mentre gli zombi mi riempiono il serbatoio a distanza di sicurezza e con la maschera antigas e immagino con le tasche piene di farmaci antivirali ed armamenti letali. Sono del parere che anche la transfobia meriti rispetto quando è di classe, elegante e soffusamente fastidiosa. Ad esempio se firmata Tim Burton!

Ma ci sono dei giorni, quei giorni!

Quelli che cominciano con lo specchio che ti comunica "oggi sei un cesso" e lo resterai per il resto della giornata, e proprio quel giorno in cui devi assolutamente uscire per questioni non rinviabili. Magari hai letto in rete che anche i preti sono gay e che a causa di questa notizia, tutti sono scappati dallo psicoterapeuta di turno al CIM, che sta più rovinato della gente che a fatica cerca di rimediare, invano.
Ecco, questa di oggi è stata esattamente una di quelle giornate, che si avviava alla conclusione senza aver pensato al suicidio, quando tornando a casa mi accorgo che ancora una volta sarei dovuta andare a fare visita ai miei carissimi amici benzinai. Sì, quelli di cui sopra!

Già a dieci metri di distanza vedo espandersi la nuvola nera sopra la loro testa, ecco fate conto 500 nuvole di Fantozzi, ma senza pioggia, nuvole Transgeniche per capirci. Solo tuoni e lampi rumorosissimi. Mi posiziono vicino alla pompa (di benzina), nell'attesa che quella curiosa donnina, la moglie del benzinaio transfobico, si avvicini con cautela e sempre a la distanza di sicurezza, al mio sportello, in silenzio!

Io: "buonasera"
lei: "silenzio"
Io: "10 euro grazie"
lei: "silenzio"

Finita l'erogazione, si riavvicina coatta al mio sportello per riscuotere "i mieii soldi".....
Sempre allungando il mio braccio con i soliti crampi e stiramenti riesco a consegnarle i miei 10 euro.

Io: "grazie, buona serata"
lei: "silenzio e veloce allontanamento dalla vettura".
Facciamo un passetto indietro. Oggi era proprio una di quelle giornate, sempre di cui sopra!
Con la mia apparente calma interiore, esco dalla macchina, e la invito a tornare indietro, sperando che non fosse colta da un ictus cerebrale, da un fastidioso prurito intimo, o da qualche altro accidente, oltre tutti quelli di cui la aveva pesantemente dotata la natura.

Io: " scusami"
lei: "silenzio"
Io: "Agli altri clienti, quando dicono buonasera cosa replichi"?
lei: "buonasera"
Io: " e qundo ti pagano e ti mettono in mano i loro soldi, cosa dici"?
lei: " guarda che non ho tempo da perdere".
Io: "invece io sì, tantissimo".

Nel frattempo il mio tono di voce si era rimodulato, date le circostanze e il suo evidente disappunto. E ricordava quello di De Niro nel "Il Padrino", la voce di cui sopra!

lei: "buonasera, che devo dì"!
Io:" e quando uno di questi clienti ti ringrazia e ti augura una buona serata, tu cosa rispondi"?
lei: "silenzio" e fa per allontanarsi, diciamo pure evaporare in fretta dalle mie insidie.

Io la prendo per il braccio, con quel famoso braccio che in tre anni, a forza di allungarlo, mi avevano invalidato permanentemente. La ritiro a me e da "uomo a stronza" minaccio: "Io vengo quì da tre anni, (la sentivo mancare da un momento all'altro), e non ho nessuna intenzione di smettere adesso solo perchè sono una vecchia transessuale e pure incazzata nera, e perchè declasso il target della vostra pompa di benzina?
Ho cambiato sesso a vent'anni, ne ho quarantasei. Fatti due conti e vedi un pò come stò combinata. Sono un pericolo per la società civile, non li leggi i giornali?"!

Continuo: " Se ti faccio schifo, orrore e ti procuro crampi addominali e orticaria non me ne frega un cazzo. Fammi vedere i 10 euro che ti ho dato". Li caccia dal portafogli ed io mi soffermo ad osservarli mentre la invito a prendere un'altra banconota da 10 euro. Le metto vicine e le chiedo: "trovi che siano diversi tra loro"?

lei: "no"
Io: " Allora fammi il favore e fallo soprattutto alla comunità, da questa volta in poi, anche se senti incontrollabile l'istigazione al suicidio, ritieniti obbligata insieme a tuo marito, il benzinaio transfobico, ad essere gentile ed educata, a rispondere alla gentilezza con la gentilezza, al rispetto con il rispetto, a meno che tu non voglia finire sulla stampa locale e regionale, ma può essere anche su quella nazionale, insieme alle tue pompe di benzina"...

lei: "no ma guarda che io....tu non hai sentito, io ti ho risposto"!
Io: "Bene, da oggi in poi grida, perchè sono un pò sorda, sai gli accumuli ormonali, lo stress post traumatico da sisma, e poi sono anche moderatamente stronza"...
lei: "Ciao ciao", perchè giustamente nel frattempo tre macchine si erano accodate alla mia, e data l'aria che tirava, si erano ben guardati dallo scendere a moderare.

La poverina in effetti, come poteva immaginare che fosse proprio una di "quelle giornate" che cominciano con lo specchio che ti sputa addosso pezzi di vetro e poi a seguire.....

Questa è una favola grottesca, quindi niente di più reale!
La transfobia, la discriminazione, ha mille volti e dei più impercettibili se non sei un'esperta, ma nessuno di questi merita di passare indisturbato, anche se non ha la forma di un pugnale, di un licenziamento, o di una morte inferta. Chi offre un servizio e questo servizio viene pagato è "obbligato" a fare finta che tu sia il massimo delle loro aspettative, chiunque e comunque tu sia. E ogni tanto, ad una curiosa specie di persone, è bene ricordarlo, perchè loro se ne dimenticano con estrema facilità.

Anche se sono soltanto una coppia di benzinai inconsapevoli e già molto derubati dalla vita. Anche a loro, che non pensano ad altro che riempire quei serbatoi, anche quelli delle auto di transessuali, anche a loro non vanno concessi sconti.

L'accoglienza non può essere obbligatoriamente come da protocollo, il rispetto invece lo è!
Il rispetto non è negoziabile, mai e in nessun caso!
Soprattutto con la benzinaia transfobica, moglie del benzinaio transfobico, e con quello che costa la loro benzina transgenica...

Che giornataccia!

2 commenti:

  1. :D :D :D
    TI abbraccio
    Darianna

    RispondiElimina
  2. Anonimo9/24/2013

    Hai fatto bene :-)
    Quando mi capitano queste cose raramente reagisco e quando lo faccio rimango alterata dall'eccesso di adrenalina ^_^
    Queste cose mi feriscono profondamente. Le mie "colpe" sono diverse dalle tue ma il disprezzo e la disapprovazione feriscono allo stesso modo. Solidarietà a gogò

    RispondiElimina

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