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Il 2 novembre 1975 ci lascia, brutalmente assassinato, Pier Paolo Pasolini. Una tra le menti più controverse, intuitive, lucide, vivaci ed intellettualmente "OLTRE".  La sua rivoluzione del pensiero,  quella poltica, culturale ed artistica, hanno attraversato e condizionato generazioni della nostra storia, sempre in linea con una sua sconcertante attualità. Nelle sue opere, nei suoi scritti, nel suo pensiero, ripropone dopo quasi 40 anni, lo scenario culturale, sociale, politico ed economico  di quel sistema di potere opprressivo, totalitario e capitalista a cui si è sempre  opposto e contrapposto.
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Pasolini aveva due anime: una lo portava a cercare l’abbandono estatico, il disincanto, il fascino, la meraviglia di un luogo, un tempo, un volto, un’espressione, un messaggio, una parola, un pensiero, un sentimento, un’azione. L’altra a riflettere sulla vita, la storia, la realtà, a cercare le ragioni di quanto accadeva ed era accaduto.

Una figura insolita per la nostra tradizione culturale ed artistica poiché in lui operavano insieme la volontà di evadere e il bisogno di agire, l’attrazione per quanto dell’uomo, della vita, della storia era ancora rimasto intatto, incontaminato dall’invasione della società capitalistica, consumistica e la necessità di mostrare i danni da questa apportati a quel patrimonio, d’individuare i responsabili, denunciarli, accusarli. Non rinuncerà a nessuno di tali comportamenti, non frenerà le sue necessità e vivrà ed opererà per esprimerle entrambe senza valutare che si destinava a rimanere sempre diviso, lacerato tra esse. Ma ricordarlo è sempre un dovere e un atto politico, per tutelare e riflettere ancora sul peso della sua eredità, senza contaminarla troppo!


NULLA E' PIU' ANARCHICO DEL POTERE

"Nulla è più anarchico del potere. Il potere fa praticamente ciò che vuole, e ciò che il potere vuole è completamente arbitrario, o dettatogli da sue necessità di carattere economico che sfuggono alla logica comune. Io detesto soprattutto il potere di oggi. Ognuno odia il potere che subisce, quindi odio con particolare veemenza il potere di questi giorni. E’ un potere che manipola i corpi in un modo orribile, che non ha niente da invidiare alla manipolazione fatta da Himmler o da Hitler.
.Li manipola trasformandone la coscienza, cioè nel modo peggiore, istituendo dei nuovi valori che sono dei valori alienanti e falsi, i valori del consumo, che compiono quello che Marx chiama un genocidio delle culture viventi, reali, precedenti. Sono caduti dei valori, e sono stati sostituiti con altri valori. Sono caduti dei modelli di comportamento e sono stati sostituiti da altri modelli di comportamento. Questa sostituzione non è stata voluta dalla gente, dal basso, ma sono stati imposti dal nuovo potere consumistico, cioè la nostra industria italiana pluri-nazionale e anche quella nazionale degli industrialotti, voleva che gli italiani consumassero in un certo modo, un certo tipo di merce, e per consumarlo dovevano realizzare un nuovo modello umano. Il regime è un regime democratico, però quella acculturazione, quella omologazione che il fascismo non è riuscito assolutamente ad ottenere, il potere di oggi, cioè il potere della civiltà dei consumi, invece riesce ad ottenere perfettamente, distruggendo le varie realtà particolari. E questa cosa è avvenuta talmente rapidamente che noi non ce ne siamo resi conto. E’ avvenuto tutto in questi ultimi anni. E stato una specie di incubo, in cui abbiamo visto attorno a noi l’Italia distruggersi e sparire. Adesso risvegliandoci, forse, da questo incubo, e guardandoci intorno, ci accorgiamo che non c’è più niente da fare!
L’uomo è sempre stato conformista. La caratteristica principale dell’uomo è quella di conformarsi a qualsiasi tipo di potere o di qualità di vita trovi nascendo. Forse più principalmente l’uomo è narciso, ribelle e ama molto la propria identità ma è la società che lo rende conformista e lui ha chinato la testa una volta per tutte agli obblighi della società. Io mi rendo ben conto che se le cose continuano così l’uomo si meccanizzerà talmente tanto, diventerà così antipatico e odioso, che, queste libertà qui, se ne andranno completamente perdute".
P.P.Pasolini

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