Ricevo e pubblico


La corruzione è uno dei motivi principali per cui il futuro dell’Italia è bloccato nell’incertezza. Pochi paesi dell’Unione Europea vivono il problema in maniera così acuta (fanno peggio solo Grecia e Bulgaria). Si tratta di un fenomeno dilagante, fra le cause della disoccupazione, della crisi economica, dei disservizi del settore pubblico, degli sprechi e delle ineguaglianze sociali, che danneggia le istituzioni e la vita quotidiana delle persone.

La lotta alla corruzione ha quindi bisogno del sostegno di tutte le diverse forze politiche e di quella parte della società civile che più desidera il cambiamento.

Come primo atto, chiediamo che il Parlamento modifichi l’articolo 416 ter del Codice Penale che disciplina lo scambio elettorale politico-mafioso. È necessario cominciare da questa riforma per spezzare il patto deleterio che lega politico corrotto e mafioso corruttore, condizionando scelte strategiche della vita del Paese e vincolando la libertà elettorale. Rendere efficace la legge significa anche prevenire la pratica diffusa del voto di scambio, che trasforma il voto del cittadino in una merce da barattare.

La modifica del 416 ter è il primo passo, simbolico, per dotare l’Italia di un efficace apparato legislativo contro la corruzione in linea con gli standard europei. Abbiamo chiesto al Parlamento di adottare la riforma nei primi 100 giorni della legislatura. Non ce l’abbiamo fatta, ma siamo riusciti a innescare un meccanismo virtuoso e forse unico nella storia politica repubblicana: si è costituito l’intergruppo parlamentare dei “braccialetti bianchi” del quale fanno parte circa 250 rappresentanti di quasi tutte le forze politiche. La riforma del 416 ter è stata discussa in Commissione Giustizia della Camera e il testo di riforma è stato adottato all’unanimità. Dal 15 luglio si vota alla Camera e infine al Senato: possiamo ancora farcela entro l’estate.

Circa 380 parlamentari di diverso colore politico – eletti tra gli 878 candidati che hanno aderito agli impegni di trasparenza chiesti da Riparte il futuro prima delle elezioni e impegnatisi fin un secondo momento – si sono detti disposti a riformare la norma. Un numero incoraggiante ma che può e deve ancora crescere.

Ai parlamentari con il braccialetto bianco, simbolo dell’impegno preso, si aggiungono glioltre 270 mila cittadini che in pochi mesi hanno firmato per ottenere una politica capace di agire con forza contro la corruzione.

Entra a far parte di questa comunità che vuole far ripartire il futuro dell’Italia.


Una buona legge produce una buona cultura


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