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Il 20 novembre, ogni anno, associazioni e movimenti si mobilitano per la veglia internazionale che commemora le vittime di crimini per odio transfobico.

Ed è cosi che una volta l'anno, le/i morti riconquistano la loro annuale ed autorevole visibilità. L'indomani i morti e in "non morti" tornano nelle roccaforti dell'invisibilità. TDOR è ogni giorno. Non più solo candele accese ma sangue. Quello  versato dalle vittime ammazzate e violate nel mondo, ma anche quello simbolico che versano ogni giorno le persone transgender, durante il percorso di sopravvivenza quotidiana, tutto l'anno.

I morti e i "non morti" non hanno bisogno di candele accese per una notte, ma di una costante lotta, mobilitazione, e di quotidiana attenzione. Di un progetto strategico culturale e politico di rivendicazione e di liberazione, che prenda le distanze dalla mera pratica dei convegni scientifici e dall'oppressione del pensiero accademico.
Scienza e giurisprudenza non hanno le chiavi delle nostre identità!

Per lavorare con e per i vivi ogni giorno, affinchè non debbano essere commemorati ogni anno. E questo impegno si concretizza a partire da noi stessi e noi stesse, per contrapporsi ad un sistema sociale che ci vuole "fuori" ogni giorno di più!

IO NON CI STO'




.TDOR  - Non solo il 20 novembre - Giornata Mondiale di commemorazione per le vittime di discriminazione e odio transfobico

Anche per le vittime di una morte quotidiana e premeditata da parte di uno Stato criminale che crea ostacoli sociali, culturali e giuridici ad una naturale progettualità necessaria per una cittadinanza dignitosa e alla pari. Ricordarsi ogni giorno,  di ogni anno, che uno Stato è imputabile
tanto quanto la mano di un assassino. 
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Per il diritto all'autodetrminazione, alla salute, al lavoro, allo studio, all'inclusione e alla partecipazione sociale.

I Governi e le Istituzioni mondiali devono costruire politiche sociali e giuridiche per garantire, alle persone transgender, la vita e non la morte.

Assicurare uno Stato di Diritto che promuova e sostenga la cultura e la politica a tutela delle "differenze", del diritto soggettivo della persona e alla piena affermazione di sè.

La mia memoria, ogni giorno, all'amica Manuela Di Cesare, massacrata a Pescara il 26 Aprile 2007, che non ha avuto una vera indagine e che aspetta ancora giustizia. Ma anche a tutte le vittime di odio xenofobo, violenza, discriminazione e stigma, nel mondo.
Non solo quelle morte ammazzate!

A quelle vittime a cui è stato solo concesso di "non essere altro che vittime". 
Per dare voce e fine a questo silenzioso massacro.

NON SI PUO PIU' MORIRE PER VIVERE.
MA VIVERE PER NON MORIRE SI!

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4 commenti:

  1. Concordo! Questa mania di dedicare una giornata a un qualcosa è deprecabile. Non ho mai capito a cosa serva, pensarci un giorno e poi dimenticarsene il giorno dopo...Brava un bel post.

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    1. Grazie cara, è un'annosa controversia....

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  2. Esattamente! Sono stufa di questa ipocrisia delle "giornate" dedicate, attraverso le quali i più si lavano la coscienza e i molti continuano ad ignorare il vero stato delle cose...
    Un programma politico, economico, sociale, culturale, per l'affermazione del diritto soggettivo di ogni persona, per l'affermazione dell'autodeterminazione è il vero punto di partenza, ma ... è un costo che qualcuno non vuol pagare a scapito della crescita e dello sviluppo di tutte le persone.

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