La testimonianza di Tiziana sulla sua nuova consapevolezza e sulla sua spinta di liberazione ritrovata. Una storia che mi appartiene, che mi emoziona!



Amici ed amiche, brevemente. Chi mi conosce bene sà che a metà degli anni '80 iniziai il percorso di transizione di genere. La disforia di genere è questione complessa, un macigno difficile da gestire, e sopportarne il  peso senza esserne devastati, nel bene e nel male, è una conseguenza inevitabile...

Piena di ostacoli sociali e giuridici, in particolare in quegli anni, in cui la questione transgender subiva l'oscurantismo e l'oppressione più violente. In quegli anni, benchè la spinta emotiva era fortissima, noi persone transessuali eravamo bersaglio delle violazioni più insopportabili, da parte di tutta la rete sociale ed istituzionale. Non c'era posto per l'entusiasmo, era una lotta quotidiana nella solitudine e nel silenzio di tutti, senza sconti.

Sono passati trent'anni e mi piace pensare che forse quell'oppressione si sia allentata e che anche se se ne parla ancora in maniera distorta e non si fa un lavoro serio di informazione, c'è ancora chi ci vorrebbe all'angolo,
in quel silenzio, o nei viali a prostituirci. Ecco, tutto questo trent'anni fa, malgrado la mia motivazione ed il mio sentire fossero autentici ed esplosivi, questa combinazione, questa alchimia non funzionò. La paura, la precarietà sociale, problemi familiari, la mancanza di un lavoro e il clima di quegli anni, diventarono ostacolo al mio progetto di vita, che depositai nella scatola dei sogni interrotti. Con la consapevolezza che prima o poi, quella scatola avrei dovuto riaprirla.

 Ebbene l'ho proprio riaperta e sono stata abbagliata dalla luce, dalla forza, dalla speranza e da una nuova ed indistruttibile consapevolezza. Ed ecco che a quel progetto ho restituito la sua forza, il suo diritto ad essere realizzato, la sua libertà di essere di nuovo espresso ed organizzato.

Vivere tutti questi anni questa condizione di autocensura è stata dura, sentirsi donna, recitare un ruolo di altri, travestirsi da un estraneo e vivere come tale è stato ingiusto e profondamente irrispettoso in primis per me stessa, ma anche nei confronti di chi ha avuto di me una percezione falsata, lontana dalla realtà. Ma oggi, il mio desiderio di liberazione si è consolidato, ricordandomi che oltre che un diritto è un dovere vivere e lottare nella verità e nella libertà della piena ed autentica espressione ed affermazione di sè. 

La paura, l'ignoranza, la discriminazione, l'esclusione sociale, non rappresentano più ostacoli per il "MIO PROGETTO" e per dargli vita, oggi sono pronta ad alzare la testa e liberare quella vita interrotta tanti anni fa. Da mesi ho iniziato la terapia ormonale sostitutiva e spero entro il prossimo anno di riuscire a fare l'intervento di riassegnazione chirurgica del sesso. Non stò più appresso alla comprensione e al benestare degli altri. Chi continuerà a rispettarmi e a volermi bene come fino ad ora, e sentirà di continuare a farlo, avrà fatto un grande regalo a se stesso, prima che a me!

Perchè le differenze, tutte, sono un patrimonio inestimabile e non una discriminante, un deterrente.

Da oggi modifico il mio nome qui su fb, ed era corretto, per chi si fosse fatto qualche domanda, fornire preventivamente le risposte.

Se sarete con me, amici ed amiche, saremo tutti più liberi e più felici!"

Vi abbraccio!
Tiziana

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