"Un metodo di lavoro, quello dei più raffinati dance producers, che ha a che fare con la produzione, con la struttura, quella magica combinazione di energia e sonorità psichedeliche e travolgenti, non certo con l'arte. I successi di Donna Summer ad esempio, erano stati registrati in qualche ora ciascuno. Ma per la struttura musicale e ritmica degli stessi anche un anno. La disco non è arte o roba seria, è fatta per ballare, e so che la gente vorrà ballare sempre, ma servono alchimie e talenti particolari anche per questa mission, come per gli scrittori, i registi, i grandi pittori".

"Del resto, sarebbe stupido raccontare i problemi del mondo a persone che stanno ballando. Non sono così complicato o intelligente come compositore, e non sono interessato a diventarlo"! [Giorgio Moroder]

Dopo aver ascoltato il primo sintetizzatore (1972), Moroder capì che era proprio quello il tocco di futuro che mancava all'utopia danzereccia.
E in effetti, ascoltando e riascoltando con attenzione la sua discografia, e in particolare dischi come E=Mc2 (1979) più altri lavori sparsi, emerge una capacità orchestrale solo dissimulata dall'impatto euforico e suggestivo dei sinth. E dopo l'incredibile numero di successi che è stato in grado di sfornare resta il dubbio che re Giorgio sia stato in grado di sintetizzare un qualche principio musicale-alchemico che ancora sfugge ai più. Del resto lui l'aveva detto: «sarò io a ridere per ultimo».

"IN THE MOOG" è la mia ultima produzione EDM, qui in versione demo, la traccia audio su Soundcloud. 

Buon ascolto!

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