“Prima della galera, ero un povero contadino, pochissimo intelligente, una specie d'idiota; e la galera m'ha cambiato. Ero stupido e sono diventato malvagio; ero un ceppo e sono diventato tizzone.” [Victor Hugo]


Gli esseri umani agiscono: è nella loro natura; e, anche se non lo fanno, vengono a trovarsi in determinate situazioni e circostanze, inevitabilmente, per il semplice fatto di esistere. Ciò sembra sufficiente a farli classificare, dai propri simili, in base agli atti che compiono o alle situazioni in cui si trovano, senza andare troppo per il sottile, senza indugiare a domandarsi quanto, di realmente loro, vi sia in quegli atti, in quelle situazioni.

E anche questa è una legge di natura. Noi tendiamo a semplificare, a semplificare tutto, in base alle categorie del nostro utile immediato e della nostra pigrizia intellettuale e morale.

E, semplificando oltre ogni limite accettabile, finiamo per stravolgere il volto dell'altro, sino a trasformarlo in una maschera irriconoscibile, surreale. Egli non è più se stesso: è diventato un fantasma, un fantasma che risponde ai nostri bisogni, alle nostre aspettative, ai nostri timori: qualche cosa che esiste soltanto nella nostra immaginazione, non nella realtà. 

Sono sempre stata molto sensibile alla questione carceraria, grazie anche all'entusiasmante militanza nel Partito Radicale negli anni '80/'90. I dati ufficiali, brevemente: in meno di tre anni si sono tolti la vita in carcere 190 detenuti e 27 agenti penitenziari. È allarmante il numero di uomini e donne che si uccidono nelle celle. Ed è un fenomeno che non sembra diminuire. Ma ad arrivare a compiere il gesto estremo non sono solo i detenuti, ma anche chi ogni giorno vive nelle carceri, come gli agenti penitenziariMa se si prendono in considerazione invece le morti di detenuti, i numeri schizzano alle stelle e l’età minima scende fino ai 21 anni e arriva ai 73 anni. Una fascia molto più ampia dovuta alle inumane condizioni che devono affrontare i detenuti in quasi tutte le galere italiane. "La situazione delle carceri italiane viola i diritti dei detenuti e l’Italia è obbligata a risolvere il problema entro il maggio del 2014" (!). Questo il monito della condanna della Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo. Una situazione che negli anni è costata all’Italia già più di un richiamo, invano!

Tendiamo a ridurre il carcere a un luogo fisico con dentro dei corpi, sistemati in celle, e ci si limita a parlare degli spazi, dei servizi igienici, dei letti: una dimensione importante ma non certo più di quanto emerge da quei corpi, magari nel silenzio, i desideri, i pensieri. Ma l'odio si alterna alla speranza e all'attesa che si realizzi l'impossibile che qualche volta, come nelle favole, succede. Il carcere visto attraverso i sentimenti è un mondo ricco, esasperato, esasperatamente umano.

E' cosi che diventa inaccettabile che la percezione del dolore altrui, non colpisca la sensibilità individuale, collettiva e istituzionale.

Ho sognato di fare volontariato in carcere, proprio per evitare di trasformarmi in "fantasma" manipolato e semplificatore. Nel carcere avevo immaginato di poter dare ed avere moltissimo, molto più che fuori dalle sue mura, in mezzo alla cosiddetta "libertà"! Ma poi ho avuto dei contrattempi di svariata natura: ho dovuto rendermi autentica, mi sono dovuta tagliare le ciglia con una forbicina, ringraziare ogni giorno quel Dio (il mio), sulla scoperta scientifica delle benzodiazepine, e sull'esponenziale proliferare di ignoranti e mentecatti, dal latino "mente captus", la loro esistenza mi rende speciale! E poi quel Predatore sottopelle.... Ma il fatto che non sia rinchiusa in un carcere, non vuol dire che io non viva una vita dentro le sbarre!

IL BAMBINO TRA LE SBARRE



“Sottratto al sociale, il corpo del recluso non ha modo di ricevere e cercare st...imoli sensoriali. E, fra tutte le privazioni, quella della tattilità è forse la più grave e devastante. Così devastante che un bambino ne può anche morire.

Quando sul finire dell’800 la puericultura americana introdusse il “lettino con le sbarre”, soppiantando la tradizione della culla, cominciarono a verificarsi morti inspiegabili di bambini perfettamente sani. L’evento è passato alla storia come “morte da lettino” o “sindrome mortale infantile subitanea”. L’esperienza umana insegna che il cullamento è un moto di accarezzamento dell’intero corpo in ogni sua funzione. Una condizione essenziale di benessere che viene preclusa al “bambino fra le sbarre”.

Come la deprivazione tattile può far morire, così il toccamento può far rinascere.

Il con-tatto umano è infatti una possibile cura in caso di coma irreversibile o per creature con lesioni cerebrali e handicap psicomotori. E’ il caso di quel centinaio di volontari che, a turno, andavano a casa di una bambina perchè potesse avere 24 su 24 l’unica medicina in grado di farla star meglio: il contatto umano: l’incontro e il toccamento di persone di ogni sesso, età, professione, cultura, che l’aiutavano negli esercizi di riabilitazione. La stimolazione è taumaturgica. L’assenza di tatto, invece, è dolorosa.

Tolgo dalle braccia -sotto pelle- frammenti di posate di plastica: le sole che si possono usare. Punte spezzate di forchette di plastica. Bastano piccoli taglietti e questi frammenti entrano sottopelle. Da quegli stessi taglietti, spingendo, tiro fuori le punte di forchette. Non c’è sangue, non c’è una goccia di sangue! Più ne tiro fuori e più, toccando, ne sento! Con un senso di fastidio, ma pazientemente, sto lì a tirar fuori questa plastica. Mi sveglio con un senso di angoscia. Quanta materia inerte ho assorbito in tutti questi anni attraverso i pori della pelle?

Penso al ferro, al cemento, alla plastica che tocco. Ed ai segni devitalizzati che mi invadono.E poi non c’è sangue! Senza che me ne accorgessi la morte mi è entrata dentro impossessandosi del sangue. Scrivo o racconto il sogno a chi posso , per lanciare un allarme. Bisogna avvisare, far presto, prima che l’inerte ci invada totalmente!”


tratto da “NEL BOSCO DI BISTORCO”. Renato Curcio, Stefano Petrelli, Nicola Valentino. Edizioni Sensibili alle Foglie


2 commenti:

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