Crescere i figli in una società che aderisce a rigidi ruoli di genere, con idee stereotipate su ciò che dovrebbe essere considerato "maschile" e "femminile", può effettivamente essere dannoso per la loro salute fisica e mentale, secondo uno studio che ha osservato le interazioni di diversi adolescenti quattordicenni  nel corso di un periodo di tre mesi.
"Di solito pensiamo al genere come fattore naturale e biologico, ma non è cosi.  In realtà ci costruiamo con modalità rischiose per la nostra salute," ha spiegato la ricercatrice e sociologa Maria do Mar Pereira,  vice direttore all'Università di Warwick, Centro per lo Studio sulle donne e sul genere,  in un'intervista a ThinkProgress.

Pereira trae le sue conclusioni dopo aver osservato una classe di adolescenti a Lisbona, Portogallo. I bambini sapevano di essere osservati da Pereira, che hanno partecipato a tutti gli aspetti della loro vita quotidiana, tra cui frequentare le lezioni, mangiare il pranzo in mensa, giocare nel parco giochi, e tutti insieme al centro commerciale dopo la scuola.  In aggiunta alle sue interviste one-to-one con ogni adolescente, le sue osservazioni hanno permesso di rintracciare i modi in cui interagivano con le loro idee sulla mascolinità e femminilità.

Pereira ha osservato i ragazzi e le ragazze che sviluppano il loro comportamento in modi potenzialmente dannosi, al fine di aderire alle "norme di genere". Ad esempio, anche le ragazze che praticano attività sportive, spesso la evitato in ambito scolastico perché presumono non sia un comportamento femminile. Erano preoccupate di apparire poco attraenti durante la lezione, o di essere derise dai loro coetanei maschi per non essere abbastanza carine . Le ragazze inoltre si mettono a dieta perché sono convinte che le donne "desiderabili" devono essere magre. 

"Tutte le ragazze erano nel loro peso ideale, ma tutte si limitavano esplicitamente nell' assunzione di cibo. Dunque stiamo parlando di ragazze 14enni, i cui corpi stanno cambiando e si stanno sviluppando, privarsi di cibo ad ogni pasto ", ha detto Pereira, "che in casi estremi, può portare a seri disturbi alimentari. Ma anche per le ragazze che non raggiungono l'estremo, può essere un atteggiamento molto pericoloso. "

Nel frattempo, i partecipanti allo studio di sesso maschile in hanno dimostrato forti pressioni per dimostrare la portata della loro virilità, che Pereira chiama "violenza quotidiana a basso livello": schiaffi a colpire l'altro, così come colpire sui genitali gli altri ragazzi . Essi sono stati incoraggiati a combattere fisicamente tra di loro, evitando di essere derisi. Hanno bevuto una quantità significativa di alcol perché è quello che ogni uomo fa; alle prese con l'ansia da prestazione di dover sopprimere i propri sentimenti, il tutto in assenza di un sistema di supporto emotivo.

In ultima analisi, lo studio ha concluso, "questo sforzo costante per gestire la propria vita quotidiana in linea con le norme di genere produce notevole ansia, insicurezza, stress e scarsa autostima sia per i ragazzi e le ragazze. "I risultati dello studio sono diventati contenuto e spunto per  questo libro .

I ragazzi che hanno partecipato allo studio di Lisbona - compresi i bambini vittime di bullismo e i bambini colpevoli di bullismo  - non erano contenti dei ruoli di genere da seguire. Nelle loro interviste one-to-one, tutti hanno detto che non sanno in realtà come introdursi nel ruolo più giusto sui comportamenti "femminili" "maschili", e che avevano fatto quello che dovevano fare. Quando Pereira ha concluso la sua ricerca e ha tenuto una riunione del gruppo per spiegare i suoi risultati ai ragazzi, erano stupiti di apprendere che tutti erano nella stessa linea comportamentale.

"E 'stata un'esperienza rivelatrice per loro essere in quella stanza e rendersi conto che nessuno era felice di se stesso", ha raccontato. Lentamente, le cose cominciano a cambiare. Pereira riconosce che non è "improvvisamente il paradiso", ma ha notato che i ragazzi hanno smesso di beffeggiare i loro coetanei, posizionandosi già fuori del comportamento  di genere "a norma". Ragazze e ragazzi hanno cominciato ad integrarsi nelle attività sportive. Erano diminuiti gli scontri fisici, e alcuni dei genitori dei ragazzi hanno iniziato a chiamare Pereira per comunicarle i cambiamenti positivi nel loro comportamento.

Anche se lo studio di Pereira ha avuto luogo in una scuola di Lisbona, si crede che abbiano implicazioni diffuse nelle nazioni occidentali, che sono portatrici di simili messaggi culturali sul genere. Infatti, precedenti ricerche nelle scuole inglesi e americane sono giunte alle stesse conclusioni. I sociologi concordano sul fatto che i bambini  "adottano il genere"  funzionale alle aspettative della società, e i bambini che subiscono pressioni per conformarsi a tali ruoli rigidi avranno gravi conseguenze sulla salute mentale.Ci sono innumerevoli esempi di scuole che diventano ambienti in cui gli stereotipi di genere sono strettamente controllati e spesso molti ragazzi e bambini vengono rimandati a casa perchè indossano il tipo "sbagliato" di abbigliamento.

I risultati di Lisbona potrebbero anche dare alla gente la speranza circa la possibilità di creare un diverso tipo di approccio a queste tematiche. E 'importante ricordare che i ragazzi stanno ancora plasmando i loro atteggiamenti su cosa significhi "essere un uomo o una donna".

"Troppo spesso gli adulti vivono nella convinzione che sia impossibile cambiare le norme di genere perché già così profondamente radicate in loro.  "In realtà è abbastanza facile avvicinarsi ai giovani, se si creano opportunità di discussione, se si permette loro di ripensare le proprie esperienze."

Liberamente tradotto da @LauraDenu. L'articolo originale qui


5 commenti:

  1. mascolinità e femminilità esistono ma possono essere vissuti in tanti modi, statisticamente più o meno diffusi ma tutti legittimi (la cultura con tutti i suoi cambiamenti è parte della natura umana quindi non si possono separare). E comunque reprimere a tutti i costi l'aggressività anche fisica può essere pericoloso quanto reprimere ogni altro sentimento, sono cose che vanno gestite. Inoltre certo che un uomo può piangere ma la sensibilità prescinde dalla quantità di lacrime: sensibili sì, piagnoni no e vale per entrambi i sessi
    Quanto ai disturbi alimentari hanno cause ben più complesse e un quattordicenne che beve alcool non credo che lo faccia semplicemente per aderire passivamente a "norme di genere". Quanto alle ragazze che fanno sport..mi pare che in occidente siano ormai socialmente accettate,per fortuna.

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  2. quanto al voler essere attraenti per sè e per il prossimo, è normale per uomini e donne ma non lo è fare diete inutili e pericolose per chi è adolescenti e già snello e in peso forma.

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  3. Caro Paolo, probabilmente hai sorvolato sul fatto che si parla di uno studio specifico, fatto in un contesto specifico: quello scolastico e dunque in modalità "branco". E questo se permetti ricolloca gli elementi dello studio stesso al posto giusto. Tutti noi abbiamo subito sin dalla nascita gli effetti di una cultura sessista ed etero-normativa e questo è inequivocabile. Tu confondi la rabbia - sentimento fisiologico - con l'aggressività fisica che è una forma di violenza. La rabbia non va repressa ma l'aggressività è un'altra questione. Nello studio si parla di bambini e ragazzi e non di persone adulte già strutturate, nel bene e nel male. Quindi durante tutto un percorso di formazione e di crescita. Se essere sottoposti a pressioni per aderire a norme di genere prestabilite in età della formazione a te sembra questione poco complessa per avere disturbi alimentari e dipendenza da sostanze, beh, forse ti sei perso qualche riflessione.
    Nello studio non si fa riferimento a donne che praticano sport in occidente e che in questo sono legittimate, ma di adolescenti che lo affrontano con difficoltà sempre all'interno di un contesto ristretto e critico come quello scolastico e mi ripeto, all'interno del "branco", branco con cui si devono uniformare per non subire discriminazione e isolamento. Tutto questo fa una realtà tangibile ed attualissima e faccio difficoltà a pensare che ti sia stata risparmiata. Per quanto mi riguarda, io sogno un mondo in cui ciascuno si autodetermini nella costruzione della propria vita, dove ognuno possa vivere il proprio genere - non necessariamente maschile/femminile - la propria sessualità, le ispirazioni e i talenti senza per forza aderire a modelli culturali precostituiti e dogmi di nessuna matrice. Dove ci sia posto anche per gli uomini e le donne piagnone. Buona giornata!

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    1. vi sono momenti in cui l'aggressività fisica è utile (ad esempio per difendere se stessi e i propri cari) comunque come ho detto mascolinità e femminilità si possono vivere in maniera diversa,più o meno statisticamente diffusa ma siamo sempre noi quando cresciamo a decidere (tenuto conto che siamo un intreccio di natura e cultura e meno male)...per fare un esempio: una donna che si tricca è libera e autentica quanto una che non lo fa, un ragazzo che fa danza classica è se stesso quanto uno che fa pugilato, una donna che fa pugilato è se stessa quanto una che fa danza classica e ccetera
      Quanto al "branco" le aspettative della famiglia e della società ci saranno sempre, esse non devono schiacciarci ma vanno affrontate

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    2. ala fine, nel bene e nel male, ognuno (uomo, donna, cisgender, transgender,di qualunque orientamento sessuale) diventa ciò che è o quantomeno ci prova...a volte è relativamente facile altre volte no ma non è impossibile

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