L’obesità rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica a livello mondiale sia perché la sua prevalenza è in costante e preoccupante aumento non solo nei Paesi occidentali ma anche in quelli a basso-medio reddito sia perché è un importante fattore di rischio per varie malattie croniche, quali diabete mellito di tipo 2, malattie cardiovascolari e tumori. Le stime spesso si riferiscono a disturbi più riconoscibili, ma accanto a questi sono numerose le persone, in maggioranza le donne, che hanno con il cibo un rapporto estremamente conflittuale. Ultimamente si stanno osservando questi disturbi anche nella popolazione maschile. Questi disturbi sono un sintomo di un malessere sociale a livello dell'identità e delle relazioni. Per questo è importante conoscerli e cercare di affrontarli tempestivamente.
È necessario ricordare che mangiare può diventare una strategia per attenuare l’ansia e la depressione, attenuando le frustrazioni e gratificando se stessi. Ciò porta a mangiare non solo quando si ha fame, ma anche quando emotivamente si è a terra. Frequentemente, e purtroppo molte ricerche lo confermano, sono proprio i genitori che non si accorgono del problema o lo sottovalutano: in fondo, un bambino cicciotello appare più sano e simpatico rispetto al coetaneo mingherlino. Quando, poi, la famiglia stessa tende ad avere qualche chilo in più, la presenza di “ciccia” appare normale. Tali valutazioni, però, portano a creare quelle abitudini alimentari difficili da modificare e che tanto incidono sull’aumento di peso.

Tuttavia bisogna sottolineare che si tratta di un problema di salute, e come tale va trattato, contro ogni forma di discriminazione. 

Si stima che il 44% dei casi di diabete tipo 2, il 23% dei casi di cardiopatia ischemica e fino al 41% di alcuni tumori sono attribuibili all’obesità/sovrappeso. In totale, sovrappeso e obesità rappresentano il quinto più importante fattore di rischio per mortalità globale e i decessi attribuibili all’obesità sono almeno 2,8 milioni/anno nel mondo. Secondo dati dell’OMS, la prevalenza dell’obesità a livello globale è raddoppiata dal 1980 ad oggi; nel 2008 si contavano oltre 1,4 miliardi di adulti in sovrappeso (il 35% della popolazione mondiale); di questi oltre 200 milioni di uomini e oltre 300 milioni di donne erano obesi (l’11% della popolazione mondiale).

Nel frattempo, il problema ha ormai iniziato ad interessare anche le fasce più giovani della popolazione: si stima che nel 2012 ci fossero nel mondo oltre 40 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni in sovrappeso. Dai dati emerge che l’Italia resta ai primi posti d’Europa per l’eccesso ponderale infantile, nonostante dal 2008 a oggi siano di poco diminuiti i bambini di 8-9 anni in sovrappeso e quelli obesi. Dietro l'obesità si nascondono sogni di grande realizzazione di sé e la realizzazione delle grandi imprese è subordinata all’essere magri, se la dieta riesce devono dimostrare di essere adeguati alle proprie aspettative -l’incapacità di attenersi ad una dieta nasconde spesso il timore di mettere le proprie fantasie alla prova di realtà - a volte diete dimagranti troppo rapide portano ad uno scompenso psicotico. Il rischio di sviluppare la sindrome metabolica aumenta con l'età ed è quasi sempre una diretta conseguenza di stili di vita a rischio.

Qui il video della campagna pubblicitaria realizzata dall'associazione "Your Nutrition Spot".



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