Mercoledì 27 agosto è partita la 71/ma edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Tra i film più attesi c’è “Pier Paolo Pasolini” di Abel Ferrara. Il film racconta l’ultimo giorno di vita di Pasolini (ucciso nella notter fra l’1 e il 2 novembre 1975), mescolando fatti storicamente avvenuti a situazioni immaginate da Ferrara. Pasolini è interpretato dall’attore americano Willem Dafoe. “Pier Paolo Pasolini” verrà presentato il 4 settembre, incentrato su una delle figure più iconiche e affascinanti dell’Italia del secolo scorso. 

Pasolini di Abel Ferrara verrà distribuito in Italia dalla Europictures, società con sede a Roma. Cast in gran parte italiano, tra cui Riccardo Scamarcio, Ninetto Davoli, Valerio Mastandrea, Maria de Medeiros e Adriana Asti. Il film arriverà nelle sale italiane il 25 settembre. Bisognerà vedere se una produzione quasi interamente straniera, seppur di altissimo livello, sia stata in grado di far rivivere lo spirito del maestro e se riuscirà a convincere il pubblico italiano. 

"L'omologazione televisiva cambiava la gente e faceva morire le grandi utopie rivoluzionarie: quella fascista, "virile ed ascetica" (vedi appunto 126, p. 503), e quella comunista, forte nella misura della sua rassegnazione e del suo silenzio. Ma se il fascismo moriva come utopia rivoluzionaria, esso permaneva ineliminabile nell'esistenza maligna del Potere".


Pier Paolo Pasolini appartiene a quelle personalità complesse e straordinarie che fanno la loro comparsa, inaspettatamente, in momenti storici particolari, segnando con la loro presenza viva, attiva e diversa un modo di essere e di pensare, fino a consegnarsi al martirio. 
Poeta e cantore di un mondo in rovina, anche quando il suo impegno civile lo porterà, in altre vesti intellettuali, al centro di accesi dibattiti politici e culturali, nelle battaglie dell'intelligenza per un'emancipazione sociale e un riscatto morale dell'Italia del suo e del nostro tempo.


Pasolini richiamerà compulsivamente nella poesia, nella scrittura, nel teatro, nel cinema, nella sua opera, a sconvolgimenti profondi, radicali, a contraccolpi sociali ed esistenziali vissuti dalle masse, in forme ed espressioni oramai inconsapevoli, eccessive, irrazionali ed orgiastiche. Per Pasolini, Roma finirà con  l'essere quel “luogo esistenziale” privilegiato, punto centrale di tutta la sua vita ed opera. La sua vita sofferta di poeta, scrittore, regista o polemista agguerrito, inquieto quanto instancabile. Roma per l'intellettuale “reale” diventerà così un incantesimo e uno specchio vivente e fedele della società moderna, della civiltà dell'oscurantismo e del conformismo fatali, letali!

La grandezza e il fascino di Pasolini, consistono probabilmente nell'aver colto quell'ostinato, responsabile e libero ricorso all'intelligenza delle cose, quel desiderio di comprensione degli altri, quella forte volontà morale, quello slancio coraggioso che avrebbero permesso di cambiare intollerabili stati di fatto e di ipocrisia. 

Personalità contraddittoria, viva proprio nel “caos delle contraddizioni”, controversa, dunque “eretica” e non allineata. Pasolini seppe essere al centro di accesissimi scontri culturali e ideologici, nei quali chiamò a raccolta tutti indistintamente al cospetto della propria coscienza. Cercò di combattere fino all'ultimo, all'estremo, con i suoi limitati mezzi di intellettuale e con la passione, ogni forma di vigliaccheria, di malafede, di opportunismo, che continuavano ad umiliare nel profondo l'umanità. Opponendosi, nello stesso tempo alla cecità e alle memorie collettive labili, colpevoli. Mai rassegnatosi in quella sua sfrenata e “disperata vitalità”: “Ah, borghesia sì, vuol dire ipocrisia: ma anche odio. L'odio vuole la vittima, e la vittima è una” Poesia in forma di rosa , cit., p. 17).


Pasolini cercherà durante tutta la sua vita lo scontro aperto, lo provocherà, sarà impietoso accusatore della crisi di valori che si è abbattuta sulla moderna società occidentale, della perdita di ogni riferimento non legato alla circostanza, all’immediato. Della fine nell’uomo, nella vita degli elementi spirituali, morali, religiosi, sacri, divini, degli aspetti degni d’essere trasmessi, di sopravvivere sempre oltre il proprio tempo.

E' da quella lontana notte del 2 novembre 1975, all'idroscalo di Ostia, che la morte di Pier Paolo Pasolini resta un mistero senza soluzione, crimine confessato e ritrattato, complotto, macchinazione, ma nessuna verità. Indagine chiusa e riaperta più di una volta, ricostruzioni, inchieste, libri e film. Intervistato da Marco Giusti a Stracult Abel Ferrara spiega di come per lui Pasolini sia stato fonte di ispirazione e magia, pietra miliare, esempio da seguire. E non solo per lui mi permetto di aggiungere, in questa personale, frenetica ed emozionata attesa!



6 commenti:

  1. Anonimo9/01/2014

    Cosa aggiungere .... Come ingrossare , arricchire un qualcosa di barocco , di per se...?
    La vita e l opera di PPP....
    Pasolini ha avuto la fortuna e la disgrazia di abitare un periodo storico al momento arido e affamato di cultura , rivoluzione , ed allo stesso tempo gravido di sete di arroganza di potere , progetti di restaurazione e di blocco di libertyà .... Che poi , in modo assulatamente profetico Lui si era permesso , come un oracolo , di offrire .... Inascoltato e dileggiato da quella che allora come oggi è la Kultura ufficiale e mainstream.
    PPP ... Era in anticipo , a quei tempi, ..... Oggi non avrebbe pace , tormentato dai social networck , ... Sarebbe stato molto difficile elaborare una estetica basata sui valori intimi e personali , dove la libertà si misurava con unità di bellezza , giustizia sociale , condivisione e ... Trasgressione .
    Il documento cinematografico .... Sicuramente interessante ..., avrà cmq il merito di metterci tutti al cospetto di questo piccolo , meraviglioso gigante che non mette giustamente nessuno d'accordo .... E ci costringe a metterci in discussione su tutto ...... Morale , cultura , politica ( che brutta parola in disuso )....estetica e voglia di futuro ...
    Grazie Dell interassante esposizione .... E grazie ad Abele Ferrara !
    Carlo Pisano

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    1. Ciao Carlo, grazie per il tuo plus al mio articolo. In realtà ogni volta che ci si azzarda a parlare di Pasolini si corrono dei rischi. Proprio per la sua personalità stracolma di elementi interessanti e complessi, ma anche perchè "raccontarlo" non è mai abbastanza e non è mai abbastanza all'altezza. Lui è stato un precursore dello svilupparsi della storia italiana, tutto di se è di un'attualità sconfortante per certi versi. Come è sconfortante il fatto che un film su Pasolini lo hanno dovuto produrre all'estero e diretto da un regista (geniale) americano. Grazie e a presto!

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  2. Anonimo9/01/2014

    Era una cometa Tanto valeva allora tanto oggi Tanto soffriva allora tanto oggi Un riferimento fisso anche di consolazione. Renzo

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  3. Ciao Renzo che piacere leggerti: "Un riferimento fisso anche di consolazione", che altro aggiungere? Lui riempie sempre i vuoti che ci opprimono. Lui è "altrove", un luogo riservato a pochi. Ma come si sa, coloro che sono avanti restano sempre soli! A presto.

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  4. Hai perfettamente ragione: e' proprio vero che la storia si ripete, ma leggere e ricordarsi di personaggi come Pasolini ci puo' dare quella spinta e forza per scrivere, parlare, riconsiderare pensieri di liberta'...
    Interessante pensare a come avrebbe usato i Social network, blog e quant'altro offre la societa' odierna... Che ne pensi Laura?

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  5. Cara Blogghidee, la tua domanda è tanto interessante quanto di difficile analisi. Ma stando all'eredità artistica ed intellettuale che Pasolini ci ha lasciato, non faccio fatica a pensare che questo tipo di società e di sistema gli sarebbero stati insopportabili a tal punto di aver cercato lui la "fine". Come accadde del resto per il grande Mario Mieli. Baci

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