La libertà di parola e di pensiero sono un segno distintivo di una società democratica, ma  "l'opinionismo xenofobo" , diffuso in maniera massiccia nei media e nel web, dovrebbe essere censurato in quanto incitazione alla pratica della violenza razzista.  Personaggi pubblici ed istituzionali hanno la responsabilità di sostenere i valori altrettanto fondamentali di uguaglianza e di accoglienza. Spregevoli espressioni e atteggiamenti di pregiudizio devono essere condannati fino al più alto scalino istituzionale.
Contrastare il cancro del pregiudizio nella società richiede anche riconoscere e punire la prassi della violenza e dell'odio. Negli ultimi anni, gli immigrati, gli italiani di origine straniera, sono stati aggrediti, accoltellati e uccisi. Tuttavia, come sempre, la tendenza civile è quella di semplificare e banalizzare i crimini fondati sull'odio razziale. Poche di queste violazioni sono perseguite come tali, anche se la legge italiana prevede  pene detentive più severe per reati aggravati dalla motivazione razzista. In parte questo è dovuto al fatto che i tribunali spesso si basano su un'interpretazione restrittiva del dispositivo giuridico che ne limita l'applicazione in quanto reati per i quali il razzismo è l'unica matrice.

E' frustrante rendersi conto che  pubblici ministeri e giudici si siano quasi sempre astenuti dal considerare la motivazione di odio razziale . La violenza di Rosarno (gennaio 2010), ha portato ad una maggiore attenzione allo sfruttamento dei lavoratori migranti stagionali, e circa due dozzine di persone sono state processate per abuso e sfruttamento sul lavoro. Eppure non c'è dubbio che ci sia stata poca giustizia per coloro che sono stati violati. I lavoratori stagionali continuano a subire lo stesso sfruttamento, l'abuso, e  condizioni di vita spaventose. Anche quelli italiani.

Negli ultimi anni, le autorità italiane hanno "formalmente" adottato misure per migliorare la monitorizzazione dei crimini d'odio e la formazione degli agenti di polizia nel saper riconoscere e indagare su questi crimini, e la giurisprudenza "sembra" mostrare impegno. Ma è necessario molto di più, tra cui una riforma giuridica, per riconoscere che chi si macchia di crimini di odio razziale spesso ne mistifica e ne falsa le motivazioni.

Il razzismo esiste ed è in crescita. Ma ciò che conta è come i governi e la società rispondono all'emergenza. Garantire che un ministro nero, ad esempio, possa fare il suo lavoro senza dover collezionare insulti razzisti sarebbe già un buon inizio.

Lo scandalo ha molto a che fare con la volontà politica. L'elenco di azioni inaccettabili da parte dei rappresentanti della Lega Nord ad esempio è lungo. Solo a luglio dello scorso anno, il vice-presidente del Senato, Roberto Calderoli, accostò il ministro Kyenge ad un orang-utan. Ma la politica trasversalmente ha il monopolio sul pregiudizio. Un membro del parlamento di Forza Italia ha detto di recente in un talk televisivo, che "i neri sono fortunati perché non devono usare il make-up". Un analista politico ha sostenuto sul Corriere della Sera del 13 gennaio che "le politiche dell'immigrazione in Italia dovrebbero favorire i cristiani e non i musulmani in quanto i primi favoriscono l'integrazione sociale e fanno meno figli".

A livello internazionale anche Obama dovra’ mettere il rispetto dei valori fondamentali dell’uomo al centro delle sue politiche se davvero vorra’ migliorare la situazione mondiale attuale, ancora male amministrata. Ma anche in Italia, con le politiche adottate sull’immigrazione, la situazione e’ peggiorata in tema di rispetto dei diritti fondamentali. La credibilità dell'Unione europea come forza che si batte per i diritti umani nel mondo, dipende anche dalla sua volontà di affrontare le violazioni commesse dai suoi stati membri: discriminazioni, respingimenti e una crescente intolleranza verso i migranti, i musulmani, i rom e altri, ma anche un accesso inadeguato al diritto d'asilo.

E per non farci mancare niente e chiudere con un allegro sgomento, c'è chi le mani se le sporca eccome. Allietiamoci con  il manifesto politico di Forza Nuova contro l'immigrazione: "L’immigrazione costituisce un pericolo enorme ed urgente, che va affrontato con rapidità e fermezza, prestando particolare attenzione all’immigrazione extraeuropea. Risulta drammaticamente evidente che una visione multiculturale e multirazziale della società non è praticabile. Africani, mediorientali, cinesi aldilà di rendersi protagonisti di frequenti azioni illegali, sono portatori di culture e religioni assolutamente incompatibili con quella italiana e cristiana. Proponiamo il blocco dei flussi migratori regolari; il potenziamento dei controlli sui confini attraverso l’esercito; l’abolizione del trattato di Schengen; espulsioni reali e coattive dei clandestini; un graduale “controesodo” dei cosiddetti “regolari” attraverso incentivi fiscali ed economici che promuovano il lavoro prima agli italiani; l’inasprimento delle leggi sul favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Per gli immigrati di origine europea, che fondano le loro radici culturali sulla tradizione cristiana, riteniamo possibile un inserimento nella nostra società, purché monitorato e di proporzioni numericamente sostenibile". Finito di ridere, riprendiamo dalle cose serie!

E' sempre un errore schierarsi al fianco del "dittatore"  di turno anche se visto come baluardo contro le discriminazioni, l'ingiustizia sociale, il terrorismo o l'immigrazione illegale.

Di seguito il video spot della campagna 2014 "Racism: It Stops With Me 2014"



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