L'Europa sta affondando in un pericoloso status di povertà, disoccupazione di massa, esclusione e ingiustizia sociale, diseguaglianze, e la disperazione collettiva come risultato di politiche adottate in risposta alla crisi del debito pubblico.


Ma questa è una storia antica!

Mentre altri paesi hanno affrontato con relativo impegno il dissesto economico e sociale, in Europa le conseguenze a lungo termine devono ancora emergere, e  si faranno sentire per decenni. Anche se l'economia dovesse avere un improbabile cambio di rotta  in un prossimo futuro ... ci piacerebbe capire le reali cause di questo tracollo. 

La risposta politica alla crisi del debito che emerse in Grecia alla fine del 2009 aveva già sollevato questioni fondamentali circa la fattibilità della moneta unica, prevedendo prospettive estremamente cupe per decine di milioni di europei.
La disoccupazione di massa, soprattutto tra i giovani ma non solo, 120 milioni di europei che vivono a rischio povertà, ha prodotto ondate incontrollate di immigrazione, che fisiologicamente fa riemergere rigurgiti inaccettabili di xenofobia e razzismo nei paesi ospitanti. In crescita i rischi di disordini sociali e di instabilità politica, stimata come due o tre volte superiore rispetto alla maggior parte delle altre parti del mondo. Maggiori livelli di insicurezza tra le classi medie. Governi che concorrono a rendere il futuro europeo più incerto e critico di quello del dopoguerra.

Come la crisi economica ha piantato le sue radici, milioni di europei vivono nella precarietà su ciò che riserva il futuro. Questo è uno dei peggiori stati psicologici da sopportare per un essere umano. Ciò implica una violazione alla progettualità, alla cultura, all'intelletto e alle creatività di ciascuno di noi Non è un caso il numero di suicidi negli ultimi anni legati alla crisi.  Causa di depressione, rassegnazione e perdita di speranza. Rispetto al 2009  sono triplicati coloro che in fila indiana (e non per l'IPhone 6), stanno in coda per ricevere cibo, in grado di non potersi curare, con un accesso ai servizi sanitari sempre più strozzato. A causa della disparità tra salari congelati e tassazioni al limite della legalità sempre in crescita. 

I suicidi in Grecia  sono raddoppiati. Molti impiegati in Slovenia non hanno avuto reddito per mesi. In Francia, 350.000 persone sono scese al di sotto della soglia di povertà dal 2008 al 2013, Un finlandese su cinque, nati nel 1987, sono stati trattati per disturbi psichiatrici o mentali, associati alla la crisi economica del 1990.

Nonostante il successo vantato della Germania nell' evitare elevati livelli di disoccupazione prevalentemente in gran parte dell'UE, un quarto dei lavoratori sono stati de-classificati come lavoratori a basso reddito, quasi la metà dei nuovi contratti di lavoro dal 2008 sono stati a basso reddito, flessibili, part-time, i cosiddetti mini-jobs. Nel luglio dello scorso anno 600.000 occupati in Germania con assicurazione sociale non ha avuto abbastanza risorse per vivere dignitosamente. I problemi stanno colpendo anche le società più ricche d'Europa, come la Danimarca e il Lussemburgo.
Nei paesi baltici e in Ungheria fino al 13% delle popolazioni sono emigrate negli ultimi anni a causa delle difficoltà economiche. Con un trend di migrazione intra-europea, soprattutto da est a ovest, in cerca di lavoro.

La crisi del lavoro è una delle questioni più critiche in UE e nell'eurozona. Di oltre 26 milioni di disoccupati, quelli senza lavoro per più di un anno è pari a 11 milioni, quasi il doppio del livello di cinque anni fa, quando scoppiò la crisi finanziaria internazionale negli Stati Uniti.

L'impatto sociale delle politiche dell'austerity è devastante. 

La disoccupazione giovanile varia dal 33% a oltre il 60%. Ma ancora più mortificante e distruttiva per le famiglie, è l'impennata dei livelli di disoccupazione tra i 50-64 anni che è passata da 2.8 a 4.6 milioni nell'UE tra il 2008 e il 2013.

La velocità con cui i dati sulla disoccupazione sono aumentati negli ultimi 24 mesi è un'indicazione che la crisi ha trovato tutt'altro che soluzioni strategiche efficaci, con gravi costi di risorse umane, collettive e personali. Si aggiunge lo spauracchio di disordini sociali, che pur sarebbero fisiologici, quando la dignità e i diritti di un popolo restano per troppo tempo e continuativamente inascoltati, ma ancor peggio oscurati e boicottati. Questa è certamente una combinazione di elementi a dir poco preoccupante.
Nonostante la stabilità della Germania, motore economico d'Europa, circa 5,5 milioni di tedeschi hanno perso il loro status sociale di classe media negli ultimi dieci anni e sono sbalzati nelle fila dei lavoratori a basso reddito. 

Ma tra le ragioni di questa "strage sociale" va anche identificata la responsabilità dei popoli, che rannicchiati e ammanettati nell'immobilismo cronico, continuano a legittimare, rassegnati, la sopraffazione dei poteri finanziari ai danni dello Stato Sociale e dei diritti delle persone. 

La macchina della truffa contro il popolo gira attorno alla moneta a prestito e si chiama Signoraggio.  Il signoraggio è il diritto di chi "batte" moneta, di incrementare il dislivello tra il valore reale della moneta  e il valore che la stessa ha una volta immessa nel mercato (ovviamente maggiore). Gli stati membri dell’UE, avendo ceduto alla BCE la propria sovranità monetaria, per coprire il bilancio devono indebitarsi con il sistema bancario privato, convincere queste "entità sinistre" ad acquistare i propri titoli, dando come garanzia pezzi del proprio patrimonio. Lo Stato rinunciando a stampare le banconote ha creato un vuoto di potere in cui si sono infilate le lobby che ci stanno strangolando. Lo Stato perde la sovranità quando riceve moneta in prestito e ci paga pure gli interessi. Come ha potuto consentire la nostra classe politica che venisse realizzato questo imbroglio contro il popolo italiano! I nostri rappresentanti oltre a non averci rappresentato, ci hanno pure derubati e truffati, attraverso le lobby che emettono il denaro e lo prestano allo stato. In questo modo la politica perde potere e il risultato è che il popolo viene messo  all'angolo. Ma la moneta è di proprietà dei cittadini, non di chi la stampa, ma di chi la usa.


L’articolo 1 della Costituzione al comma 2 stabilisce che "La Sovranità appartiene al Popolo, (anche se) la esercita nelle forme e nei limiti stabiliti dalla costituzione." Allora è evidente che se il Popolo è Sovrano, di fatto dovrebbe esercitare la sua sovranità anche e sopratutto sulla emissione della propria moneta!

Ma questo colossale inganno ha permesso al sistema bancario privato di acquisire il monopolio sulla moneta, trasformando il Popolo da Sovrano in eterno "debitore" e schiavo di questo sistema bancario fondato sulla truffa monetaria del Signoraggio primario e secondario. La ricchezza di un Paese è prodotta dal Popolo, la moneta è stata inventata per "agevolare" gli scambi dei beni e dei servizi prodotti col lavoro dai cittadini, quindi la moneta ha valore solo in quanto gli stessi cittadini la acquisiscono e la fanno circolare usandola come mezzo di scambio e crescita dei beni. Le banche non producono ricchezza ma solo unità di misura dei beni oggetto di scambio. Esse creano dal nulla il nostro denaro, ne assumono illecitamente la proprietà e poi ce lo prestano lucrando enormi profitti con l'applicazione di un interesse.  E noi perché stiamo a guardare?

I politici, trasversalmente, si sono venduti e ci hanno venduti ai banchieri e alle multinazionali, e non ci saranno provvedimenti di primo o di secondo soccorso. L'Italia non è certo terreno di rivoluzioni politiche e culturali.
Ma il cittadino medio questo non lo sa, e continua a legittimarli attraverso il consenso elettorale, nella speranza di un cambiamento.....che non avverrà!

Ma che ce frega, in fondo abbiamo anche noi i nostri santi in Paradiso, per citarne alcuni: San Saviano, San Santoro, San Grillo, le Sante Sentinelle in piedi, le Sacre famiglie, Santa Barbara D'Urso.....e anche un tozzo di pane per il pranzo e per la cena ce lo possiamo ancora concedere!


2 commenti:

  1. Anonimo12/17/2014

    la disamina delle conseguenze della crisi sull'essere umano mi sembra essa
    capire se la crisi è stata voluta o conseguenza di ignoranti allo sbaraglio mi fa pensare
    ciao renzo

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    1. Ciao Renzo, scusami per la risposta non proprio immediata ma il blog vive una stagione di standby. Un caro saluto.

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