"L’unico modo per far finire la violenza è smettere di usarla"

Perchè oggi tutti si meravigliano sul fatto che l'Occidente debba fare i conti con le proprie responsabilità nell'aver armato, finanziato, fomentato e sostenuto per anni il terrorismo? Gli Stati Uniti hanno condotto la guerra per procura prima contro la Libia di Gheddafi e poi contro la Siria di Assad, finanziando e armando quella che oggi è l’Isis.

Per i media e i politici di turno la tragedia ha rappresentato il picco massimo di propaganda guerrafondaia e strumentalizzazione. Che si è sviluppata tra l'inadeguatezza cronica del centrosinistra e la bava alla bocca delle destre xenofobe che immediatamente hanno identificato il nemico globale nell'immigrato. Non sono mancati i cordogli e le bandierine di solidarietà da social network e le rispolverate profezie della Fallaci. Una occasione succulenta trasversale per riproporre la solita strategia dell'odio nazista, del nemico da abbattere con un immediato intervento militare, di repressione ed esclusione sociale ancora più massiccia se possibile.

La più autentica rappresentazione di una classe politica alla canna del gas. Dai deliri giornalistici di Belpietro alle farneticazioni schizofreniche di Gasparri: "Domani dovrebbero alzarsi in volo aerei italiani, americani, francesi, russi, tedeschi, inglesi e di ogni paese, per radere al suolo il cosidetto stato islamico". 
Che qualcuno gli spieghi che l'Isis non è uno Stato, una città. Tanto per evidenziare il livello di competenza politica che dovrebbe organizzare misure efficienti contro il terrorismo.

Il premier Renzi proprio l'8 novembre si trovava in visita ufficiale a Riyad in Arabia Saudita, grande nemica delle libertà democratiche (libertà di parola, di stampa, di associazione sindacale, di culto).  Le discriminazioni verso le donne, le reiterate violazioni dei diritti umani e la costante pratica delle punizioni corporali, della tortura e della pena di morte, anche per reati minori, inflitta con la decapitazione pubblica. L'Arabia Saudita è tra i paesi che eseguono il più alto numero di sentenze capitali: dal 1985 al 2005 sono state messe a morte oltre 2200 persone e da gennaio ad ottobre 2015 le esecuzioni sono state almeno 138. E non era il caso di sorvolare su questo dettaglio.

La legge italiana n. 185 del 1990 vieta espressamente l'esportazione di armamenti "verso i Paesi in stato di conflitto armato, in contrasto  con i principi dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, fatto salvo il rispetto degli obblighi internazionali dell'Italia o le diverse deliberazioni del Consiglio  dei Ministri, da adottare previo parere delle Camere" (art.1, c.1).

E' cosi che abbiamo creato un mostro che l'Occidente non riesce più a controllare. Dal colonialismo al sostegno a dittatori fino agli interventi militari che non solo non hanno esportato democrazia e civiltà, ma hanno smantellato gli Stati che si pretendeva di liberare generando paura, rabbia, anarchia e frammentazione politico-territoriale. L’integrazione solo apparente di comunità di vecchia e nuova immigrazione discriminate e ghettizzate economicamente e socialmente. 
E che non si parli di un Occidente vittima che deve ribellarsi, perché giusto stamattina Usa e paesi alleati avevano bombardato la Siria e tanti morti ci sono stati anche lì, seppur nell'indifferenza mediatica.

Era davvero così imprevedibile dopo l'attacco del 7 gennaio 2015 contro la sede del giornale satirico Charlie Hebdo?

Ciascuno dovrebbe avere l'onestà intellettuale di partire dal riconoscimento delle proprie responsabilità e da ciò che ci ricorda la storia. Terrorismo è anche quello degli Stati che invadono e attaccano Paesi che non hanno commesso alcun crimine internazionale, invocando la guerra preventiva o il diritto all'autodifesa, violando ogni diritto internazionale.

Si può dire anche questo, oltre alle candele di solidarietà e agli slogan di circostanza da social network, per onorare onestamente e senza ipocrisie le vittime francesi, ma anche i 41 morti e 200 feriti di tre giorni fa a Beirut di cui si è parlato soltanto per quattro ore! 
Non credo affatto sia l'Islam a rappresentare un pericolo per la nostra democrazia e la nostra civiltà, ma quella piramide di criminali che attraverso il potere economico e militare si arrogano il diritto di appropriarsi e di blindare le culture, le terre e le vite dei popoli. Altro che una guerra di religione!

L'unica soluzione che non si prende in considerazione è quella di smettere di bombardare, invadere, sfruttare i paesi islamici.

Le modalità di questi attacchi terroristici sono quelli della  guerriglia, difficile da sconfiggere. Agiscono indisturbati in ogni parte del mondo perchè non vengono da fuori ma vengono da dentro.
Potrebbe essere plausibile, se non altro per questa ragione, abbandonare la strategia della violenza e seguire quella della razionalità. L'occidente è il solo responsabile di un conflitto pericolosissimo che ha altissime probabilità di trasformarsi in una guerra globale permanente.

In merito voglio riportare qui il pensiero di Giulietto Chiesa, che sicuramente in gran parte sottoscrivo e che spiega attraverso un'altra angolazione, le radici dello scenario drammatico degli ultimi eventi di Parigi, Beirut, ma in linea più generale le ragioni dell'odio e la mano che arma il terrorismo globale.



LA GUERRA E' ARRIVATA IN EUROPA

"L'avevamo pronosticato. Adesso si vede meglio cosa significa. Tutta la vita politica europea sarà sconvolta per sempre. Non ci sarà possibilità di difesa per le classi sfruttate, subalterne. Ogni momento della vita collettiva sarà rubricato come problema di ordine pubblico. Controlli generalizzati in nome della difesa contro il terrorismo. La nostra vita diverrà un eterno passaggio attraverso un metal detector.
Politici e giornalisti, che ripetono le favole che si sono raccontate e ci hanno raccontato, sono nella più grande confusione.

Adesso si vede l'importanza di avere, o di non avere, una televisione che organizzi la difesa delle grandi masse.
Ed è solo l'inizio. La Russia, con il suo intervento in Siria, ha cambiato il quadro politico mondiale. Il piano di ridisegnare la mappa medio-orientale è fallito. Daesh è, di fatto, sconfitta là dov'è nata. Dunque i suoi manovratori spostano l'offensiva in Europa.
Obiettivo chiarissimo: terrorizzare l'Europa e costringerla sotto l'ombrello americano. A mettere a posto la Russia penserà Washington. Del resto l'Airbus abbattuto nel Sinai, in termini di sangue russo innocente, è equivalso al massacro parigino.
E non ce ne eravamo accorti.


Germania e Francia (il match di calcio) sono nuovamente avvertite. E, con loro, Merkel e Hollande. I due leader europei che stavano cambiando rotta per uscire dal cappio americano sono avvertiti.
Il panico successivo avvertirà tutti i minori, gli altri, anche noi, anche Atene, Lisbona, Londra, Roma. Che guardano la tv per vedere cosa dice Obama, mentre i loro leader (Renzi) non sanno andare in tv loro stessi a raccontare cosa accade.
Anche in questo si vede come siamo già sudditi del Grande Fratello. 

Chi sono i manovratori? Il giudizio non cambia: l'ISIS è creatura di una Spectre composta da pezzi di Occidente e petromonarchie del Golfo. Qualcuno la guida, ed è molto potente, carico di denaro e di armi. Il fanatismo è la sua facciata. Ma non spiega la sua "intelligence".

Giulietto Chiesa


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