Non credo all'istituto patriarcale del "matrimonio" proprio in quanto inteso come regolamentazione dei rapporti affettivi e sessuali delle persone. Perchè sono radicalmente laica/atea, l'unico Dio in cui credo è quel Dio che crede in me, e il matrimonio è uno dei sette sacramenti della chiesa cattolica: "il patto con cui "l'uomo e la donna" stabiliscono tra loro la comunità di tutta la vita, per sua natura ordinata al bene dei coniugi e alla procreazione e educazione della prole", che "è stato elevato da Cristo Signore alla dignità di sacramento". 

Una bambina su nove, nei paesi in via di sviluppo, è già sposata prima di compiere 13 anni. Si stima che ci saranno circa 14,2 milioni di nuove spose bambine ogni anno da qui al 2020. Spinti in gran parte da povertà e tradizioni culturali, questi matrimoni sono di solito organizzati dai membri della famiglia. Le conseguenze fisiche ed emotive possono essere devastanti, anche mortali.

Alcune non ce la fanno, precipitano nella pazzia. Altre si rifugiano nell’apatia, lasciandosi morire lentamente. La maggior parte di loro trascorre un’esistenza sull’orlo dell’inferno, prigioniere di una tradizione disumana, cameriere-bambinaie-schiave al servizio della “famiglia”. 

Poi penso alle spose del Corano, ragazze pachistane alle quali i clan familiari hanno ipotecato il destino: non dovranno sposarsi ma verranno unite in matrimonio con il libro sacro dell’Islam. Lo impareranno a memoria. Alcune dovranno legarlo con una corda all’altezza dell’ombelico. Vivranno praticamente segregate e nessuno uomo, al di sopra dei 14 anni, le potrà mai avvicinare. Di fatto una condanna a servire tutta la vita il clan, senza averlo scelto. 

In definitiva, a qualunque religione e periodo storico si faccia riferimento, l'impianto giuridico e sociale del matrimonio è fondato su un contratto/patto di reciproco controllo dell'uno su l'altra, del più forte sul più debole. Non serve scomodare il Corano perchè in Italia come nel resto del mondo tutti siamo a conoscenza dei dati sulle vittime di violenza domestica sulle donne. La maggior parte dei sistemi in cui le famiglie rappresentano la norma, come l'Irlanda contadina ad esempio, sono famiglie patriarcali.

Simili modelli di dominanza maschile sono tradizionali e spesso sanciti dalla legge in Thailandia, Giappone, Iran, Brasile e in molti altri paesi. Un tipo di famiglia contrassegnata da una rigida separazione dei ruoli fra i suoi membri, sulla base del sesso e dell'età, e da relazioni di autorità fortemente asimmetriche fra marito e moglie, genitori e figli, suocere e nuore. Nella famiglia patriarcale i genitori influiscono considerevolmente sulla scelta del coniuge e, anche dopo il matrimonio, il legame fra lo sposo e i genitori conserva una notevole importanza. 

Per quanto mi riguarda, come si può essere allineati con questo tipo di struttura giuridico/religiosa fondata sulla diseguaglianza dei ruoli e sull'esercizio della sopraffazione/schiavitù etero-sessista? Io sono una traditrice del patriarcato.

Io non ci credo perchè credo inalienabile il diritto all'autodeterminazione, e in principio di questo, rifiuto ogni forma di istituzionalizzazione/omologazione che interessa l'espressione, la vita privata e affettiva delle persone. 

Ma non sono contraria all'amore e alla libertà di ognuno di amarsi quando, dove, come e con chi vuole senza dover elemosinare l'approvazione di nessuno. Per questo, anche se contraria e non direttamente coinvolta, credo sia GIUSTO e DOVUTO, per chi lo desidera, poter accedere liberamente alla formalizzazione giuridica del proprio status di coppia attraverso una chiara e paritaria regolamentazione di esso. Questa è una battaglia di civiltà e di affermazione, di uguaglianza e pari dignità di cittadinanza per contrastare un paese storicamente legato alle sagre, alle salme, e alle tradizioni medievali. 

Tutti dovrebbero esplicitare la propria disapprovazione su ciò a cui stiamo assistendo in questi giorni (in questi secoli), prorpio in quella sede fisiologica istituzionale che dovrebbe adoperarsi per garantire il benessere e la tutela dei propri elettori e cittadini. In tema di diritti non ci sono più scuse, non si tratta di questione etica e morale ma di diritto costituzionale.

art.3 della Costituzione Italiana:

"Tutti i cittadini hanno pari dignita' sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. 
E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la liberta' e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."                                                         

Ma torniamo ai fatti, senza però entrare troppo nei tecnicismi dell'iter parlamentare. Finalmente dopo secoli arriva in Senato il disegno di legge sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso, firmato Monica Cirinnà, senatrice Pd. Lo scenario appare da subito degno della migliore commedia di Eduardo o di un noir di Robert Altman. Si parte malissimo, 6000 emendamenti nella maggior parte deliri ostruzionisti spalmati tra Lega e area fondamentalista del Pd. I pentastellati, burocrati della politica parati dietro alle regole esattamente come il Pd, iniziano da subito un curioso percorso a tappe, uno slalom di tira e molla. Grillo non sa se vuole sputtanarsi l'onore di grande oppositore o affiancare un governo fascista. Il pd non se la cava meglio, anche lui non sa se sputtanarsi i prelati e le prelate del suo partito che remano contro il testo base all'articolo sulla Stepchild Adoption (adozione del figliastro), scambiato per un provvedimento che legittima la compravendita e il commercio di feti, uteri in affitto e ovaie in comodato d'uso, e che invece non riguarda le adozioni ma il riconoscimento di eventuali figli precedentemente avuti dal o dalla partner. Oppure se sputtanarsi una volta e per tutte l'elettorato lgbt. Questo è il punto cruciale del contendere. Intanto, con la bava alla bocca si arriva al voto con circa 800 emendamenti tra Lega, Cattodem, NCD, FI, e destre varie.

Il clima è romantico, l'amore, la condivisione e la passione fanno da cornice alla discussione parlamentare: si sfiora la duerra civile e siamo solo all'inizio. Tra chi reclama il voto palese, chi quello di coscienza, chi non sa bene cosa rivendicare e gioca col tablet o si strappa i capelli, tra un epiteto e l'altro al relatore di turno. L'aria si è fatta pesante, le associazioni cominciano a divulgare comunicati stampa, c'è già chi pur di non lasciar sfumare questa occasione - tutti sanno che se ne riparlerebbe fra trent'anni - è in allerta sopravvivenza e spera che la legge passi anche stralciata della legge stessa: "basta che ce fanno sposà". I più temerari giustamente tengono duro nel voler mantenere integro il testo base, stepchild compresa. Stiamo o no discutendo una legge che chiede, in base al principio di uguaglianza e dignità sociale, il riconoscimento giuridico di un diritto costituzionale? Si, naturalmente.

Nelle sedi del Pd il clima è rovente, questa legge deve passare. Tra due anni si vota per le politiche (forse). Una eventuale approvazione potrebbe far comodo a tutti, se fossero provvisti di una solida strategia politica. L'elettoralo lgbt si ricorderebbe di chi li ha sostenuti e chi invece li ha affossati. La Lega è la Lega, coerente nella sua linea xenofoba dice si alla legge, emendata, ma teniamo fuori i figli. Il centrodestra di Alfano cerca di trattenere i nervi anche se spesso si fa scappare un qualche: "al rogo gli omosessuali" o giù di li, lo stile dibattimentale resta su questi toni e ancor prima di leggere il testo della Cirinnà minaccia un referendum abrogativo nel caso la legge dovesse passare (ottimista) . Il Grillo mentre cerca di capirci qualcosa, cambia rotta e chiede il voto di coscienza..."fate un pò come cazzo vi pare", un giorno lo vuole palese un giorno lo vuole segreto. Ma Grasso che ci sta a fare in Senato? Qualcuno glielo spieghi.

Per farla breve, il Pd è in fibrillazione, il vaso sta per traboccare quando.......tira fuori un luccicante cilindro da cui saltella sorridente il Super Canguro, artificioso, discutibile sul piano politico ma non incostituzionale. L'emendamento Marcucci che avrebbe portato la legge sulle unioni civili lontano dalle sabbie mobili di voti segreti ed emendamenti trappola.  Noi amiamo gli animali, quindi questa mossa ci fa tornare il sorriso, se non altro perchè questo animaletto dovrebbe servire a blindare la legge nel suo testo base ed evitare il voto ai suddetti deliranti 500 emendamenti. Gli emendamenti, per chi lo avesse dimenticato, sono uno strumento, una proposta di parziale modifica di un disegno di legge in ambito legislativo, prima che esso diventi legge a tutti gli effetti, che di regola dovrebbe servire ad apportare modifiche in senso migliorativo di una una legge, a snellirla, ad adattarla al contesto, ad equilibrarne la fruibilità verso l'obiettivo cui si pone. In questo caso, al contrario, vengono usati per affossare una legge, per snaturarla del suo contenuto, per oltraggiarla, per ostacolarla. Allora il Canguro del Pd è stata una mossa strategica per salvare la legge Cirinnà! Forse lo sarebbe stata se il Grillo che grilla non avesse già pronto il colpo di scena: ordina di non votarlo e quindi lasciare via libera al voto degli emendamenti. Ci sembra un esplicito escamotage per troncare il dibattito.

In breve, anche se non lo hanno capito, questa legge che servirebbe anche a loro, se non altro per togliersi un pò di merda dalla faccia, oltre che per un succulento pacchetto di voti e consensi, tutti la vogliono ma nessuno la vuole. Tutti hanno qualcosa o qualcuno da sputtanarsi: il Pd gli ostruzionisti cattolici, il centrodestra l'elettorato xenofobo/razzista, e la multinazionale Grillo /Casaleggio non vuole sputtanarsi il posto d'onore di una opposizione traballante e molto incerta, che giorno dopo giorno è sempre meno credibile. Gli unici che non hanno nulla da sputtanarsi sono i diretti interessati, quelle persone che da troppo tempo patiscono l'assenza di un riconoscimento giuridico e una pari dignità sociale in tema di diritti. Diritti umani prima che civili, questa è l'ultima occasione.

Nel frattempo il Pd, seriamente messo alle strette dallo scherzetto Grillo/Casaleggio, a cui credeva di appoggiarsi per salvare il disegno di legge, chiede un rinvio della discussione alla settimana prossima. Per quanto serva, col clima che tira.

Concludendo....che strazio!

La senatrice Monica Cirinnà
Il Ddl Cirinnà, che non trova proprio la mia piena e personale soddisfazione, è ad alto rischio affossamento per corresponsabilità trasversali. La politica non è pronta perchè la comunità civile non lo è. Troppi puttanieri partitocrati, razzisti, "mignotte", preti e preti pedofili. Troppi sociologi e troppi psichiatri, troppi benaltristi 2.0 (tendenza a sminuire una discussione dicendo che i problemi o le soluzioni sono ben altri). 

Troppi canguri, troppo di tutto, tranne che di visionari coraggiosi, di loro non c'è traccia.

La sconfitta è talmente verosimile che gay e lesbiche sono già in allerta sopravvivenza: "meglio poco che niente", proprio come avvenne per il ddl contro l'omo/transfobia. Ma la verità è che la pratica delle deleghe in questo paese ci ha resi tutti immobili in attesa sempre che siano altri a parlare e ad agire per noi/voi/altri, senza battere ciglia e non solo in questo contesto. Chi lo fa per gli immigrati, chi per le donne, chi per gli esodati e per i disoccupati, chi parla per le persone transgender.....che stronzata, della questione transgender non parla nessuno ma questa è un'altra storia.

Dobbiamo smetterla di fare la rivoluzione sui social ed entrare nell'ordine di idee che siamo tutti responsabili e complici, perchè silenti, all'immobilismo civile e culturale di questo paese. Le differenze sono un errore, un errore a cui non si può rimediare, la posta in gioco è troppo alta: lo smantellamento del potere di controllo sulla vita e sulla libertà degli altri, proprio di coloro che sono un errore.  E alla fine della fiera, da una crociata ideologica di tale portata e di tale sconforto, non ne uscirà certamente niente di nuovo e niente di fatto. E' veramente improbabile che si possa, con queste premesse, ristabilire un equilibrio che riporti il dibattito su un piano di consapevole collaborazione tra gli schieramenti.

Ma oggi è il giorno del rimorso.  Il sindaco M5S di Parma Pizzarotti, da sempre anima eretica nel Movimento, ieri ha attaccato la decisione dei suoi: "Ddl Cirinnà, un’occasione persa, a che serve avere le mani pulite se poi si tengono in tasca"?

Ed è proprio di ieri lo sfogo della senatrice Cirinnà dal suo profilo Facebook: "L'ho detto e lo ripeto, ho sbagliato a fidarmi di MoVimento 5 Stelle in Senato e se legge sulle ‪#‎unionicivili‬ diventerà una schifezza sono pronta a togliere la firma e a lasciare la politica. Sto pagando porcate fatte da certi renziani che volevano un premietto".
Beh che dire, ci pare una coraggiosa assunzione di responsabilità politica senatrice, anche se non è proprio chiaro se prenderla come una promessa o una minaccia. In ogni caso ne tenga memoria senatrice Cirinnà, nel caso in cui non ci siano i numeri per ripartire e la legge diventi una schifezza, noi ce ne ricorderemo e bla bla bla bla....... Si ricomincia da capo, mercoledì 24 febbraio e intanto è già scattato l'allarme sui tempi. Si rischia una discussione fiume che renderebbe il disegno di legge più esposto a possibili trabocchetti parlamentari. Ma nel frattempo e col fiatone, la legge, o meglio ciò che ne rimane, si è svincolata dai fantasmi del Senato e sta per approdare alla Camera con una "nuova fiducia per evitare imboscate", ha dichiarato ancora la senatrice Cirinnà: "Dobbiamo evitare che la legge torni al Senato per una terza lettura, servono diritti subito". Sulle adozioni non basta incardinare un nuovo disegno di legge, "il doloroso stralcio" della stpechild sarà riempito solo dal matrimonio egualitario. La vera prossima battaglia". 

Io non sarei tanto ingenua cara Senatrice, sappiamo tutti quanto siete abili (tutti), a svendere e manipolare le vite delle persone in cambio di noccioline, che poi in verità si chiama "Propaganda": un giardino in cui non crescono fiori.

E' comunque troppo facile imputare di questo degrado sociale soltanto chi spinge i bottoni. Noi li abbiamo autorizzati a farlo, noi li autorizziamo ogni giorno.

"A noi bastava solo l'amore, il resto ci poteva mancare" (cit.)


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